SICILIA – Si continua a parlare del clima politico che, un paio di giorni fa, ha portato alle dimissioni del sindaco di Messina Federico Basile. A prendere la parola è il deputato regionale Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, direttamente ai microfoni di La Sicilia.
Il deputato De Luca sulle dimissioni di Federico Basile
“C’era un patto con il presidente della Regione, Renato Schifani, sottoscritto nell’autunno del 2024, ‘notaio’ Gaetano Galvagno, presidente dell’Ars: io sarei sceso dall’Aventino, garantendo agibilità d’aula, un patto di non belligeranza“.
Secondo quanto dichiarato, quindi, in cambio avrebbe ricevuto da parte della Regione “finanziamenti per il territorio: 25 milioni per l’ex Sanderson, 20 milioni di euro per la riqualificazione della rete idrica di Messina“.
“Schifani ha mantenuto il suo impegno e io il mio – ha poi aggiunto il deputato – quel patto aveva però una conclusione, dicembre 2025, entro quella data dovevo decidere o ci sposavamo o ci lasciavamo, e io ho proferito non sposarmi.
L’accordo che mi è stato offerto – da Marcello Caruso (coordinatore di Fi in Sicilia, ndr) – era che Danilo Lo Giudice (deputato regionale di ScN, ndr) sarebbe entrato nella giunta di Schifani, ma in cambio quattro assessori del centrodestra sarebbero entrati in giunta a Messina, e questo non potevo accettarlo: sarebbe stato come riconsegnare la città nelle mani del centrodestra, Genovese compreso, un ricatto“.
Le dichiarazioni di De Luca hanno poi riguardato anche le accuse portate avanti dal sindaco: “Basta vedere i numeri in consiglio comunale, il rischio che a settembre prossimo si votasse la sfiducia al sindaco era molto alto. Sono realista, sono i fatti messi in fila e nient’altro: bastava che un solo consigliere decidesse improvvisamente di votare a favore della sfiducia“.
Sul tema delle prossime regionali, attese per il 2027, il deputato regionale afferma di “non voler essere succube, ma protagonista“, preferendo “fare un passo indietro, in una nuova e rinnovata coalizione che è d’accordo a cambiare la Sicilia“.
La risposta all’ex sindaco Leonardi: “Rispetto personale ma non posso accettare invasioni di campo”
Il leader di Sud chiama Nord ha poi menzionato quanto emesso dall’ex sindaco Leonardi, rispondendo: “Ho letto le dichiarazioni rilasciate dall’ex sindaco Leonardi e senza spirito di polemica ritengo però che ci siano dati oggettivi sui quali non ci sia margine per discutere: nel 2018 quando sono arrivato a Palazzo Zanca mi sono trovato a dover fronteggiare e pagare debiti accumulati nell’arco di oltre quarant’anni, puntualmente individuati amministrazione per amministrazione.
Ho ereditato una città in condizioni finanziarie gravissime, certificate dai numeri e dagli atti ufficiali e solo il Salva Messina ci ha consentito di cambiare il destino e la storia di Messina. Ogni rappresentante dell’intero arco costituzionale che, negli ultimi quarant’anni, si è alternato alla guida della città porta una quota di responsabilità: quelle difficoltà non sono riconducibili a un singolo sindaco, ma a intere compagini politiche che, nel tempo, hanno governato senza risolvere problemi strutturali, lasciando macerie amministrative a chi è venuto dopo.
Nel piano di riequilibrio abbiamo affrontato e saldato debiti risalenti agli ultimi quarant’anni. Se tali passività sono emerse durante la nostra amministrazione è perché altri, prima, non hanno provveduto ad affrontarle. Nutro rispetto personale per Leonardi e non intendo alimentare polemiche, ma non posso accettare invasioni di campo quando si parla dell’eredità amministrativa che ho ricevuto e che mi sono assunto la responsabilità di gestire.
Rivendico con chiarezza il fatto di aver preso in mano l’eredità di tutte le amministrazioni che mi hanno preceduto, dell’intero arco costituzionale che ha governato la città, affrontando problemi che per decenni erano stati rinviati“.




