Smog, Palermo maglia nera in Italia: allarme aria in Sicilia nonostante pochissimi miglioramenti

Smog, Palermo maglia nera in Italia: allarme aria in Sicilia nonostante pochissimi miglioramenti

PALERMO – Lo smog cala in molte città italiane, ma la Sicilia – e in particolare Palermo – resta tra le realtà più critiche del Paese. È quanto emerge dal rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, che analizza la qualità dell’aria nei capoluoghi italiani nel 2025.

Meno sforamenti, ma non basta

Nel 2025 sono state 13 le città italiane che hanno superato il limite giornaliero di PM10 (50 microgrammi per metro cubo per non più di 35 giorni l’anno), in netto calo rispetto alle 25 del 2024, alle 18 del 2023 e alle 29 del 2022.

Un dato in miglioramento, ma ancora insufficiente in vista delle soglie più restrittive che entreranno in vigore a livello europeo dal 2030.

Palermo in testa per superamenti

Secondo il report, la situazione peggiore riguarda proprio Palermo, indicata come la città con il maggior numero di superamenti dei limiti di polveri sottili.

Subito dopo figurano Milano, Napoli e un’altra città siciliana, Ragusa, segnale di una criticità che nell’Isola assume carattere strutturale.

Le cause strutturali

Tra i fattori che incidono maggiormente:

  • traffico urbano intenso
  • condizioni climatiche che favoriscono il ristagno degli inquinanti
  • carenze nel trasporto pubblico
  • transizione energetica ancora incompleta

In Sicilia pesa inoltre l’età media elevata del parco auto, l’uso diffuso dei mezzi privati e la limitata presenza di infrastrutture sostenibili.

I nuovi limiti europei

Il rapporto evidenzia che, se i nuovi parametri europei fossero già in vigore, più della metà delle città italiane sarebbe fuori norma per il PM10, quasi tre quarti per il PM2.5 e oltre un terzo per il biossido di azoto.

Legambiente chiede interventi strutturali su mobilità sostenibile, riqualificazione energetica degli edifici, riduzione delle emissioni industriali e agricole, oltre a maggiori investimenti pubblici.

Non è il momento di ridurre i fondi – afferma il direttore generale Giorgio Zampetti – ma di rafforzare le politiche per la qualità dell’aria”.

La sfida per la Sicilia

Per la Sicilia, e in particolare per Palermo, il tema si intreccia direttamente con la salute pubblica e la qualità della vita urbana. I segnali di miglioramento registrati a livello nazionale dimostrano che invertire la rotta è possibile, ma nell’Isola il cambiamento procede più lentamente.

Le prossime scelte politiche e gli investimenti saranno determinanti per evitare che Palermo continui a occupare la maglia nera dell’inquinamento atmosferico in Italia.