Pr Fesr, 159 milioni di euro di finanziamenti per le imprese in Sicilia

Pr Fesr, 159 milioni di euro di finanziamenti per le imprese in Sicilia

SICILIA – L’assessorato regionale alle Attività Produttive ha approvato le basi giuridiche delle misure del PR FESR 2021–2027 destinate al finanziamento delle imprese e le partite iva in Sicilia. Con la deliberazione del 4 febbraio 2026, la Giunta ha definito il quadro normativo necessario alla successiva pubblicazione dei bandi per garantire nuovi finanziamenti al sistema produttivo regionale e per una dotazione complessiva pari a circa 159 milioni di euro.

Il provvedimento non ha avviato l’erogazione delle risorse, ma ha costituito il passaggio preliminare indispensabile per l’attuazione degli interventi previsti dal programma europeo.

Nuovi finanziamenti in Sicilia per start up innovative e nuove imprese

Nel dettaglio finanziario, le risorse sono state ripartite tra cinque azioni. Con l’Azione 1.3.1 in versione regionale la Regione Siciliana ha inquadrato una misura dedicata a finanziamenti per la nascita e il primo sviluppo di nuove micro e piccole imprese innovative. Il perimetro dei beneficiari include le imprese già costituite da meno di 60 mesi e quelle iscritte nella sezione speciale Startup innovative del Registro delle Imprese. Inoltre le persone fisiche o team che si sono impegnati a costituire l’impresa entro 60 giorni dall’ammissione, oltre ai lavoratori autonomi con partita IVA recente o da attivare entro lo stesso termine.

La misura sosterrà progetti di innovazione d’impresa e di promozione dell’imprenditorialità, legati alla Strategia regionale di specializzazione intelligente (S3), includendo attività di validazione tecnica e di mercato e l’acquisizione di servizi specialistici come incubazione, accelerazione, tutoraggio e consulenza avanzata.

Il progetto ha previsto una soglia minima di investimento di 50mila euro e ha applicato regimi di aiuto diversi a seconda del profilo del richiedente, con contributi in conto capitale e intensità massime che sono arrivate fino al 70–80% nel de minimis e fino al 60% nel regime di esenzione per imprese in avviamento.

Nuovi finanziamenti anche per le imprese che in Sicilia portano nuovi prodotti

La Azione 1.3.1 territorializzata manterrà l’impostazione di sostegno alla creazione e allo sviluppo d’impresa, ma ha concentrato l’intervento all’interno delle coalizioni territoriali individuate dalla programmazione regionale, come aree urbane funzionali, aree interne e sistemi intercomunali di rango urbano, includendo anche le isole minori.

In questo caso la misura ha finanziato programmi di investimento finalizzati a portare nuovi prodotti o servizi sul mercato, migliorare processi produttivi e di erogazione, ampliare i target di utenza, rispondere a bisogni sociali e sociosanitari e valorizzare ricerca e sviluppo.

La soglia di investimento è prevista più bassa, con programmi compresi tra 30mila e 500mila euro, e la procedura prevista è stata di tipo valutativo a graduatoria, con contributi che hanno potuto raggiungere intensità elevate in presenza di elementi premiali definiti negli avvisi.

Sostengo agli investimenti per lavoratori autonomi con partita IVA

Con l’Azione 1.3.2 in versione regionale la Regione orienterà le risorse verso investimenti più strutturati, destinati a imprese già operative da almeno 24 mesi e a lavoratori autonomi con partita IVA attiva da almeno due anni. L’obiettivo è il rafforzamento della competitività del sistema imprenditoriale siciliano attraverso interventi di maggiore dimensione. Come la realizzazione di nuove unità produttive, l’ampliamento della capacità produttiva, la diversificazione per nuovi prodotti o servizi con cambio ATECO, la ristrutturazione per introdurre innovazioni di processo e i cambiamenti fondamentali del processo produttivo complessivo.

I programmi ammissibili prevedono importi elevati, da 500mila a 10 milioni di euro, con il vincolo aggiuntivo di restare sotto una quota del fatturato medio recente del proponente. Le agevolazioni sono state impostate come combinazione di finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto, con obbligo di copertura privata minima e intensità di aiuto differenziate per dimensione d’impresa, fino a un tetto massimo complessivo.

La Regione siciliana finanzierà le imprese delle coalizioni territoriali

La misura 1.3.2 territorializzata ha replicato le finalità della versione regionale, ma ha declinato l’intervento sui fabbisogni dei singoli territori e delle coalizioni territoriali, con dotazioni ripartite localmente e discipline parzialmente differenziate. Anche qui gli investimenti hanno riguardato nuove unità produttive, ampliamenti, diversificazioni e riconversioni, ma con tagli economici più contenuti, da 50mila a 500mila euro, e con procedure valutative a graduatoria.

La forma del contributo privilegerà il fondo perduto, con intensità massime in ESL (equivalente sovvenzione lordo) calibrate su piccole e medie imprese, e con un’impostazione che ha legato l’ammissibilità alla coerenza con gli obiettivi del programma, alla corretta localizzazione territoriale e al rispetto delle regole sugli aiuti di Stato, sul cumulo delle agevolazioni e sul divieto di doppio finanziamento.

In Sicilia finanziamenti fino a 100mila euro per le imprese del ciclo dei rifiuti

Infine, con l’Azione 2.6.3 la Regione ha definito una misura settoriale per finanziare le imprese che in Sicilia vogliano digitalizzare il ciclo dei rifiuti. I beneficiari sono stati individuati tra imprese operative da almeno 36 mesi nei settori legati alla raccolta, recupero e gestione dei rifiuti, con esclusioni puntuali per attività non coerenti, inclusa una specifica voce di smaltimento senza recupero.

La misura sosterrà investimenti per introdurre tecnologie e strumenti digitali lungo la filiera, come robotica, Internet of Things, cloud, intelligenza artificiale, software di analisi e gestione e sistemi di tracciamento, con l’obiettivo di aumentare trasparenza e controllo e rafforzare le capacità di prevenzione degli illeciti.

I programmi di spesa sono stati compresi tra 20mila e 100mila euro, con contributi in conto capitale e intensità differenziate fino al 60% per le piccole imprese, 50% per le medie e 40% per le grandi, sempre nel quadro dell’esenzione prevista dalla normativa europea.

Foto di Willfried Wende da Pixabay