SICILIA – Presentato oggi ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo il dossier Comuni Ricicloni Sicilia 2025, che ha fornito dati dettagliati sulla raccolta differenziata nell’Isola: “La Sicilia, che in un arco temporale di 6 anni, dal 2018 al 2023, grazie all’impegno di tante amministrazioni comunali e di milioni di cittadini, era riuscita a passare dal 29,52% al 55,20% di raccolta differenziata, fa registrare nel 2024 una brusca frenata, certificata non solo dall’aumento dello 0,67% ma anche dal numero dei comuni siciliani al passo con l’obiettivo del 65% imposto sin dal 2012 dalle direttive comunitarie”.
In Sicilia sempre meno “differenziata” la raccolta dei rifiuti
Dai dati emergono anche dettagli sui “comuni rifiuti free“, cioè quelli in cui la produzione di rifiuti indifferenziati in capo ad ogni abitante è inferiore ai 75 kg. Nel 2020 erano stati 33, nel 2021 invece 55, nel 2022 il totale ammontava a 80, nel 2023 a 98, nel 2024 la cifra è di 99.
Un’altra questione di rilievo è l’andamento della produzione annua totale di rifiuti indifferenziati che nel 2024 cresce nuovamente, contraddicendo il provvidenziale declino degli ultimi anni: si passa da 949mila a 953mila tonnellate. A preoccupare in questo senso sono soprattutto Palermo e Catania.
“Dopo anni di progressi – dice Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia – la raccolta differenziata nell’Isola sembra essersi fermata. Dal 21% del 2017 si è arrivati al 55,2% nel 2023, ma nel 2024 la crescita è stata appena dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Preoccupa inoltre dopo anni l’aumento della produzione di rifiuti indifferenziati”. “È questo – conclude – il frutto avvelenato di una campagna di propaganda miope, incentrata esclusivamente sulla costruzione di inceneritori, che ha di fatto rallentato il percorso virtuoso intrapreso da amministrazioni e cittadini”.



