Messa dell’Aurora, il profumo intenso di una città che riaccoglie la sua patrona

Messa dell’Aurora, il profumo intenso di una città che riaccoglie la sua patrona

CATANIA – L’alba che la nostra Catania aspettava da un secolo, forse da nove. Il 4 febbraio è ufficialmente iniziato: il Duomo è gremito, i devoti accolgono a braccia aperte la parola di Dio comunicata durante la solenne Messa dell’Aurora. Un momento che travalica la liturgia per farsi storia viva, nel cuore del nono centenario della traslazione delle reliquie.

Messa dell’Aurora, il lontano profumo di quella notte d’estate

Mentre Catania si risveglia, nella Cattedrale si consuma il rito che più di ogni altro definisce lo spirito della città. A presiederlo l’Arcivescovo Mons. Luigi Renna. La Messa dell’Aurora affonda le sue radici nella memoria di quella notte d’estate del 1126, quel 17 agosto in cui i soldati Gisilberto e Goselmo riportarono le spoglie della Martire in patria da Costantinopoli. Il tutto dopo ben 86 anni di esilio.

Nonostante la data storica del rientro sia il 17 agosto, è nella tensione emotiva di quest’alba di febbraio che Catania rinnova quella sentita accoglienza.

Annullato il ricevimento in Arcivescovado: la vicinanza di Mons. Renna per una Sicilia in ginocchio

Una nota dolente, però, nobiltà la celebrazione di quest’anno. Monsignor Renna ha annullato il ricevimento in Arcivescovado (previsto – come da tradizione – subito dopo l’uscita del Fercolo di Sant’Agata dalla Cattedrale).

Un segno di vicinanza a un’Isola messa in ginocchio dagli eventi climatici; un gesto di rispetto per il dolore di chi ha perso la propria casa, per chi ha sentito un vuoto, per chi si è sgretolato insieme alle abitazioni delle zone colpite dagli eventi calamitosi (come Niscemi).

Stando a quanto si apprende, però, l’arcivescovado oggi resterà comunque aperto per i cittadini che volessero osservare dall’alto il passaggio del Fercolo e rivolgere una preghiera alla Santa Patrona.

Grande attesa per il giro esterno

Con la conclusione della Celebrazione Eucaristica, l’atmosfera si prepara a cambiare registro: dalla preghiera raccolta si passerà al cammino. Intorno alle 7 il Busto Reliquiario lascerà la navata centrale per uscire da Porta Uzeda, dando ufficialmente il via al Giro Esterno.

Il fercolo d’argento, trainato dai devoti, si dirigerà verso gli Archi della Marina per poi affrontare il percorso che tocca i luoghi simbolo del martirio e della storia cittadina, da Piazza Carlo Alberto fino a Piazza Stesicoro. È l’inizio di un lungo abbraccio che durerà per tutto il giorno e la notte, in un 2026 che vede Catania al centro dell’attenzione religiosa non solo siciliana ma internazionale.