CATANIA – Raccontare la Sicilia attraverso le sue voci, la sua lingua, le sue storie più autentiche: è questo l’obiettivo del progetto promosso dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Siciliana, che vede come istituto capofila l’I.C.S. “Italo Calvino” di Catania, guidato dal Dirigente scolastico Prof. Salvatore Impellizzeri, e il coinvolgimento di dieci Istituti scolastici del territorio catanese.
Venerdì 30 gennaio, presso l’Istituto “Italo Calvino”, si è svolto il primo incontro ufficiale del progetto, un momento inaugurale denso di contenuti, emozioni e partecipazione attiva da parte degli studenti. Protagonisti dell’incontro sono stati i due esperti che accompagneranno il percorso e si faranno portavoce dei racconti e delle storie siciliane, intrecciando parole, musica e cultura dell’idioma siculo: Santo Privitera, storico, scrittore e giornalista, e Gregorio Lui, cantautore e musicista.
Il progetto
Attraverso versi, aneddoti, racconti storici e canzoni, i due ospiti hanno condotto gli studenti in un viaggio affascinante nella Sicilia più profonda, quella fatta di memoria, identità e tradizioni linguistiche. I riferimenti a figure come Mario Rapisardi, e il Cardinale Dusmet , ma anche Giuseppe Fava e Rosa Balistreri, hanno dato corpo a una narrazione intensa e coinvolgente, capace di incuriosire e sorprendere. Personaggi spesso noti ai ragazzi solo attraverso la toponomomastica delle strade cittadine sono tornati a vivere grazie a un racconto poetico e accessibile, capace di lasciare un segno nei cuori e nelle menti degli studenti.
Particolarmente apprezzata la performance di Santo Privitera, che ha recitato alcuni versi tratti dal suo libro “Eterni amanti di pietra ed altre storie in versi” (Algra Editore), e l’esibizione di Gregorio Lui, che ha interpretato fra i tanti canti, i versi di Giuseppe Fava musicata dallo stesso cantautore. Un omaggio sentito che ha messo in luce non solo le qualità artistiche di Fava, ma anche il suo impegno umano e giornalistico nella ricerca della verità e della giustizia.
L’incontro ha saputo affascinare, coinvolgere e divertire, accendendo nei ragazzi il desiderio di conoscere parti meno esplorate della letteratura siciliana, della sua lingua e dei detti catanesi, il cui suono e significato sembrano oggi rischiare di perdersi tra le nuove generazioni.
Questo appuntamento rappresenta solo il primo passo di un percorso più ampio: la Sicilia ha ancora molto da raccontare, un patrimonio storico, artistico e linguistico immenso da tutelare e trasmettere, affinché i giovani possano riconoscere le proprie radici culturali e diventare ambasciatori consapevoli della loro identità nel mondo. Un progetto che unisce scuola, territorio e memoria, restituendo alla parola il suo valore educativo più profondo.
Le immagini
Articolo redatto con la collaborazione della Prof.ssa D’Amico Patrizia



