CATANIA – USB Lavoro Privato Catania torna a riflettere sulla gestione degli stipendi – ormai assenti da 12 mesi – della Fondazione ODA di Catania e parla di una situazione ormai insostenibile per i lavoratori.
Il sindacato denuncia un susseguirsi di “comunicati stampa, promesse, dichiarazioni, omissioni, collaborazionismo-capitolazionismo di stampo sindacale, notizie fantasiose, crociate per la difesa dell’indifendibile, rivendicazioni di vertenze mai seguite e di lotte mai fatte, latitanze istituzionali, lavate di mani e lavate di faccia”.
Tutto questo, secondo USB, ricade sulle spalle dei dipendenti della Fondazione ODA, che si avvicinano al dodicesimo mese consecutivo senza stipendio.
Affitto del ramo sanitario
Nel frattempo l’ODA ha concesso in affitto il ramo sanitario alla società S.O. Servizi Sanitari Integrati S.r.l., ma – evidenzia il sindacato – la nuova azienda non si farà carico del pagamento degli stipendi arretrati dei circa 300 lavoratori.
USB precisa che la mancata copertura degli arretrati non dipenderebbe da scelte successive, ma sarebbe stata una condizione posta dalla società stessa per la firma del contratto.
Debiti e arretrati
Secondo il sindacato, a dover provvedere al pagamento resterebbe la Fondazione ODA, guidata dal commissario-presidente avvocato Adolfo Landi, una struttura che – viene sottolineato – avrebbe accumulato circa 80 milioni di euro di debiti.
Alla vertenza degli stipendi si aggiungono anche le richieste economiche dei lavoratori che si sono licenziati per giusta causa e reclamano mensilità non pagate e TFR.
La richiesta di chiarimenti
USB chiede una presa di posizione pubblica: “Sarebbe cosa buona e giusta se il presidente Landi e l’arcivescovo monsignor Luigi Renna dicessero chiaramente come l’ODA intende pagare gli stipendi arretrati e, di conseguenza, tenere in piedi la struttura aziendale che riceve finanziamenti dalla Regione Siciliana e dall’Asp di Catania”.



