NISCEMI – Si continua a parlare della frana di Niscemi, che risulta tra l’altro essere molto più imponente rispetto a quella del Vajont, e degli interventi strutturali necessari per la ripresa del comune. Nello specifico ad esporsi è la Svimez, convocata dall’Ansa, che ha dichiarato l’urgenza di usare immediatamente i fondi forniti.
La Svimez sulla frana di Niscemi: “Serve un’accelerazione”
“Bisogna passare in tempi brevi alla definizione di un programma, a partire dalla mobilitazione delle risorse disponibili, facendo leva in particolare sulle risorse del Fondo sviluppo e coesione della Regione siciliana, che destina 1,2 miliardi di euro alle misure per ‘rischi e adattamento climatico’, da impegnare entro il 2029 nell’ambito dell’accordo di coesione sottoscritto con il governo”. Così si esprime Svimez, interpellata per eseguire un’attenta analisi della situazione.
“In questo quadro – ha poi aggiunto l’associazione – occorre definire una decisa accelerazione dei tempi di attuazione, a partire dalle aree colpite dagli eventi più recenti. Sia nella gestione dell’emergenza sia nella programmazione e realizzazione degli interventi strutturali, risulta essenziale prevedere un pieno coinvolgimento dei Comuni interessati, valorizzandone il ruolo nell’individuazione delle priorità, nell’attuazione e nel monitoraggio degli interventi“.
Sul modo migliore per affrontare quanto subito si è quindi ragionato: “Per fronteggiare l’emergenza a Niscemi le istituzioni hanno giustamente attivato prime misure straordinarie che spaziano dal sostegno economico diretto, come la sospensione dei tributi e dei mutui, allo stanziamento di fondi per la mitigazione strutturale.
L’obiettivo primario della politica e di tutta la cittadinanza dovrebbe essere tuttavia la messa in sicurezza del territorio nisseno e regionale e il superamento della logica emergenziale per approdare a una pianificazione preventiva efficace, correggendo le problematiche degli ultimi anni. Senza questo cambio di paradigma, il rischio è che eventi come quello di Niscemi continuino a ripetersi, trasformando fragilità note in crisi sociali ed economiche sempre più gravi”.
I suggerimenti dell’associazione di sviluppo industriale
Secondo l’associazione per lo sviluppo dell’industria all’interno del Mezzogiorno, dunque, sarebbe “necessario un salto di scala nell’azione pubblica“. Nello specifico è stato suggerito:
“In primo luogo il governo nazionale è chiamato a farsi carico dell’emergenza, assicurando risorse adeguate e tempestive per il sostegno alle popolazioni colpite, per il ripristino delle condizioni minime di sicurezza e per evitare ripercussioni economiche durature nei territori interessati”.



