Rianimazione Pediatrica Arnas Garibaldi intitolata ad Alfina Caruso. Un tributo alla competenza e all’umanità di un medico al servizio dei bambini

Rianimazione Pediatrica Arnas Garibaldi intitolata ad Alfina Caruso. Un tributo alla competenza e all’umanità di un medico al servizio dei bambini

CATANIA – Da ieri il reparto di Rianimazione Pediatrica del presidio ospedaliero di Nesima, afferente all’Arnas Garibaldi, porta il nome della dottoressa Alfina Caruso, prematuramente scomparsa lo scorso mese di settembre.

La cerimonia di intitolazione, particolarmente intensa e partecipata, è stata segnata dalla scopertura della targa commemorativa, alla presenza dei vertici aziendali, dei familiari, degli amici e dei numerosi colleghi che hanno condiviso con lei anni di lavoro in prima linea.

Alfina Caruso, un profilo umano e professionale esemplare

Nel corso degli interventi è stato tracciato il profilo di una professionista profondamente innamorata del proprio lavoro, unanimemente ricordata come una donna vigile, competente e umana.

La dottoressa Caruso è stata un punto di riferimento non solo per l’eccellenza clinica, ma soprattutto per la sua straordinaria capacità di ascolto, qualità che l’ha resa una presenza preziosa per pazienti e colleghi.

Sempre accanto ai piccoli pazienti e alle famiglie

Da sempre vicina ai bambini e alle loro famiglie, la sua missione è andata ben oltre la somministrazione delle cure. Come ricordato durante la cerimonia, «Alfina Caruso ha saputo offrire attenzione, rispetto e dignità in ogni fase del percorso terapeutico, accompagnando i pazienti più fragili con una sensibilità rara».

Ettore: «Un modello autentico di cura pediatrica»

«La dottoressa Caruso – ha evidenziato Giuseppe Ettore, direttore del Dipartimento Materno Infantile – ha rappresentato un modello autentico di cura pediatrica, capace di coniugare rigore scientifico e profonda empatia. Il suo modo di essere medico continuerà a ispirare chi lavora ogni giorno accanto ai bambini e alle loro famiglie».

L’omaggio musicale

La scopertura della targa è stata accompagnata da un sentito omaggio musicale, eseguito dal giovane Salvatore Tomaselli, studente del Liceo Musicale “Turrisi Colonna”, che ha saputo tradurre in musica il sentimento di stima e affetto che lega l’intera comunità ospedaliera alla dottoressa Caruso.

Giammanco: «Un’eredità morale indelebile»

«L’intitolazione di questo reparto – ha sottolineato il direttore generale Giuseppe Giammanco – non è solo un atto formale, ma il riconoscimento di una eredità morale. Alfina Caruso ha lasciato un segno indelebile in queste corsie, insegnandoci che la medicina non è soltanto scienza, ma anche profonda umanità».

Un ricordo che resta

La targa, collocata all’ingresso della Rianimazione Pediatrica, resterà a perenne memoria di una professionista che ha dato lustro alla sanità siciliana, mettendo sempre al centro il valore della vita e della persona.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il direttore sanitario Mauro Sapienza, il direttore sanitario di presidio Lita Manciagli, il direttore della Rianimazione Giuseppe Calabrese, il suo predecessore Giuseppe Ferlazzo e il parroco dell’ospedale Giuseppe Maieli.