“Con le mani e con il cuore” di Brigida Morsellino

“Con le mani e con il cuore” di Brigida Morsellino

Non solo una biografia, un po’ più di un racconto. Un viaggio temporale tra le radici dell’autrice di “Con le mani e con il cuore“, la nuova pubblicazione della professoressa Brigida Morsellino, dirigente scolastica e voce delle pagine che impediscono la caducità del ricordo.

Comincia così il “per sempre” di una storia altrimenti in disuso e relegata in un corridoio senza vie d’uscita. Quello di una mente che, stanca di accumulare immagini e parole, decide di disfarsi dell’ingombro non più utile, non più seguace del calendario contrario alla sosta.

Ogni capitolo viene introdotto da una celebre citazione come step preliminare di quello che sarà il filo conduttore articolato e disteso. Il fine ultimo dell’opera si intravede già dalle prime pagine in cui affiorano i temi che guideranno lo sviluppo successivo del testo.

Brigida Morsellino

Prima e autentica protagonista del libro è la Verità posta al centro di una ricerca che interroga il senso stesso dell’esperienza umana, nonché volto senza maschera di alcun tipo diretta al racconto in forma limpida e cristallina.

Alla Verità in prima linea segue il privilegio della memoria che raccoglie i frammenti dell’esperienza e li trattiene, anche quando il tempo vorrebbe disperderli.

Dal primo vagito quando il mondo si apre come un libro mai letto, alle presenze custodi dei giorni trascorsi, dei volti incontrati, delle ferite sopportate e delle gioie illuminate come lampi nel buio. Una memoria che si oppone all’oblio come un faro contro la notte, che trattiene ciò che non possiamo più cambiare ma che dobbiamo riconoscere, trasformando ogni ricordo in una responsabilità, ogni emozione vissuta in un testimone del tempo, affinché il passato continui a parlare attraverso di noi e a guidare chi verrà, perché nessuna Verità sia perduta e nessuna esperienza dissolta nella dimenticanza.

“Ho un tenero ricordo della mia infanzia e sono certa, con l’esperienza di oggi e guardando indietro, che i miei genitori hanno provato tante volte grandi difficoltà e nonostante ciò non si sono mai arresi. Non ci hanno mai fatto mancare nulla ma soprattutto non ci sono mancati l’affetto, gli esempi e i valori sui quali costruire il nostro futuro”.

Spinta da un’irrefrenabile voglia di raccontare un vissuto dolce e autentico la penna indugia tra le mura di casa, laddove una famiglia numerosa pulsa secondo metodi educativi che il ventunesimo secolo sembra aver dimenticato.

La memoria si srotola nel tempo in cui i genitori chiedevano ai loro figli di crescere con la fame del “sapere” spingendoli a non accontentarsi di risposte superficiali, a coltivare la curiosità come una virtù quotidiana e a vedere nello studio non un dovere imposto, ma uno strumento di libertà, crescita personale e grandi possibilità.

La cultura non è solo formazione di nozioni. È riconoscere il rispetto quando manca e quando c’è, perché insegna a leggere tra i gesti, le parole e i silenzi, e a scegliere con consapevolezza il modo di stare al mondo. Nella famiglia dell’autrice il senso del rispetto era già cultura che diventava sempre più nutrimento di una coscienza attenta, cresciuta tra esempi silenziosi e gesti quotidiani carichi di significato.

Tenero e commovente il ricordo della madre: educatrice amorevole nella vita quotidiana e guida nei momenti in cui la terra tremava, quando paura, sconforto e fragilità bussavano alla porta di casa. Una donna che fu guida per una vita cristiana insegnando con l’esempio la via della fede, della compassione e della rettitudine, mostrando come affrontare le difficoltà con coraggio e come accogliere gli altri con cuore aperto e generoso.

Quando arrivò il tempo di scegliere liberamente quale strada seguire, una e una soltanto condusse alla meta, quella nata insieme all’io narrante e che con lei ha convissuto fin da bambina.

“È proprio vero che il percorso della nostra vita diventa una continua “misura” della nostra volontà e della passione con cui guardiamo ed immaginiamo il nostro futuro. È certamente una scoperta continua, un susseguirsi di esperienze e di ostacoli da superare e superati. Dare e ricevere: questo è il misterioso cerchio vitale che unisce tutti noi nella stessa incredibile ed umana dimensione”.

La crescita nella fede chiude la narrazione come fine di un pasto con tutti i crismi sapientemente apparecchiati dai genitori. È famiglia quando le porte di una casa rimangono aperte per accogliere e mai disperdere le volontà conquistate nel tempo. A partire dalle lezioni di catechesi in preparazione dei sacramenti, l’anima solcata da angosce o turbamenti viene presa in braccio dalla Misericordia di Dio che nulla e nessuno abbandona. Gli anni della formazione cristiana sono a volte adombrati da nubi esistenziali certo, ma la bussola messa a punto dal nucleo familiare a fare da catena simbolica di valori impedirà la dispersione nei momenti di profondo smarrimento.

Il capitolo dedicato alla festa di S.Agata, santa martire e patrona di Catania, dispiega tutto ciò che una folla, stretta nel gesto e nella voce, sa trasformare in devozione viva e travolgente.

Succede il miracolo dell’amore, lo si vede negli occhi dei devoti, nei gesti ripetuti e mai uguali, nella fede che stringe il petto con la promessa di accompagnare il mai ultimo seme di speranza.

Al giovane lettore, che con passo coinvolto nel viaggio a ritroso delle lancette rimane incantato dalle pagine del memoir della docente e Dirigente Scolastica Brigida Morsellino, questa penna gli suggerisce di offrire sollievo alla corsa con pause nel regno prodigioso del passato remoto.

Scrivo i giorni che/scorrono ad uno ad uno/e scappano via da me/ e dai miei occhi.
Scrivo per paura di dimenticare/ ogni momento/scrivo perché solo così riesco a tenerlo con me.
Ogni parola, ogni frase/ogni punto sono attimi veloci/che macchiano il foglio bianco/ e lo rendono unico ed irripetibile.
Sullo sfondo tutto ciò che ho vissuto/ del mio viaggio/ ogni emozione sfuggita ma ripresa.
Scarabocchi di vita/ colori sbiaditi come foto dimenticate/ sogni di tempi passati/che inesorabili ci indicano/il cammino rimasto.

sara