NISCEMI – La Procura di Gela ha aperto un procedimento penale, sulla frana a Niscemi, per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana.
Dopo il sopralluogo di ieri nella zona rossa di Niscemi del procuratore Salvatore Vella, stamani, è stato aperto un fascicolo a carico di ignoti.
Le ipotesi di reato sulla frana di Niscemi
Il procedimento è assegnato a due pm oltre che al procuratore capo. “La frana di Niscemi non è nata oggi, ha una storia. Cercheremo di capire se potevano essere adottate delle contromisure per fermarla e non è stato fatto o se addirittura è stato fatto qualcosa, o non è stato fatto, che ha aggravato”, ha spiegato il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, poche ore dopo aver aperto un fascicolo d’inchiesta sulla frana nel paese del Nisseno.
Le ipotesi di reato avanzate sono disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Il fascicolo è stato aperto senza indagati, ma la Procura di Gela, spiega Vella, è al lavoro per “acquisire documentazione tecnica in più Enti“. Il procuratore ieri è stato nella zona rossa di Niscemi, per un sopralluogo mirato e per coordinare le attività di indagine delle forze dell’ordine.
“E’ un pezzo di paese che sta scivolando verso valle – dice Vella che è rimasto ‘molto impressionato’ – ho chiesto di rinforzare controlli e presidi a tutela della sicurezza pubblica e per evitare possibili sciacallaggi”. Vella è il magistrato che, da procuratore aggiunto di Agrigento, si è occupato della tragedia dell’11 dicembre del 2021 con l’esplosione di gas a Ravanusa che provocò nove vittime, un centinaio di sfollati e diverse palazzine crollate. “Fatti diversi – spiega il magistrato – ma la sensazione che ho provato ieri, vedendo una città stravolta, è stata la stessa. E poi la zona rossa, la necessità di monitoraggio sistematico, le consulenze tecniche che abbiamo fatto a Ravanusa e che dovranno essere fatte a Niscemi. Ravanusa è un carico emozionale e professionale che inevitabilmente mi porterò dietro per sempre”.




