CATANIA – Arriva la sentenza della Seconda sezione penale del Tribunale di Catania – presieduta da Enza De Pasquale – nel processo “Università bandita”, che ha puntato i riflettori su presunti concorsi truccati nell’ateneo. Si parla di 6 condanne – comprese tra gli 8 mesi e 5 anni di reclusione – e 45 assoluzioni, la maggior parte delle quali perché l’abuso d’ufficio – a loro contestato – non è più previsto dalla legge come reato.
Secondo quanto si apprende, a processo vi erano 51 imputati: la Procura aveva chiesto 39 condanne e 12 assoluzioni. La pena maggiore (per induzione indebita a dare o promettere utilità) è stata comminata all’ex rettore Francesco Basile, condannato a 5 anni. Per lui il collegio giudicante ha disposto la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e quella legale per la durata della pena.
Il Tribunale ha condannato a due anni di reclusione ciascuno:
- Filippo Drago;
- Giuseppe Antonio Biondi;
- Angelo Marcello Donati;
- Marco Montorsi.
A otto mesi di reclusione, invece, Giuseppe Maria Pappalardo. Per i 5 la sentenza ha disposto la sospensione della pena per cinque anni alle condizioni di legge.



