AGRIGENTO – Un presunto sistema organizzato di produzione e commercializzazione di olio contraffatto, spacciato come extravergine d’oliva e venduto in Sicilia, nel resto d’Italia e anche all’estero.
È questo lo scenario emerso da una vasta attività investigativa che ha portato all’emissione di 24 decreti di perquisizione nell’Agrigentino, in particolare a Palma di Montechiaro.
Le operazioni sono state condotte dai carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare di Messina e dal comando provinciale di Agrigento, su coordinamento della Procura della Repubblica di Agrigento.
Le ipotesi di reato
Gli indagati sono sospettati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio, riciclaggio, autoriciclaggio e violazioni della normativa sulle accise.
Le perquisizioni sono state finalizzate al sequestro di materiale informatico e documentazione contabile ritenuta utile alle indagini.
Olio “costruito” in laboratorio
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe reperito ingenti quantitativi di sostanze oleose che, attraverso miscelazioni con betacarotene e clorofilla rameica, venivano trasformate in un prodotto dall’aspetto simile all’olio extravergine di oliva.
Gli accertamenti di laboratorio, condotti dall’Istituto centrale repressione frodi del Masaf, avrebbero confermato la presenza di tali additivi. Il prodotto finale veniva poi commercializzato come olio extravergine a basso costo a esercizi commerciali, privati e laboratori alimentari.
Distribuzione in Sicilia, Italia e Germania
La presunta organizzazione, radicata nella provincia di Agrigento, avrebbe messo in piedi una rete di distribuzione capillare, in grado di rifornire tutte le province siciliane, oltre a clienti sul territorio nazionale e in Germania, con spedizioni regolari.
Il meccanismo del riciclaggio
I proventi illeciti, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati ripuliti attraverso un sistema di falsa fatturazione, utilizzando imprese individuali riconducibili agli stessi indagati. Un meccanismo finalizzato a mascherare l’origine dei guadagni derivanti dalla vendita del prodotto contraffatto.
Accise agevolate e logistica
L’indagine ha inoltre fatto emergere l’utilizzo di benzina e carburante agricolo a tassazione agevolata, impiegato per alimentare i mezzi utilizzati nel trasporto quotidiano della sostanza oleosa, con spostamenti frequenti su scala regionale.
Indagini in corso
Le attività investigative sono tuttora in corso e mirano a definire ruoli, responsabilità e dimensioni economiche del presunto sodalizio.
Come previsto dalla legge, tutti gli indagati sono da ritenersi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.




