PALERMO – Polizia di Stato e carabinieri hanno stretto il cerchio su una serie di rapine particolarmente violente avvenute tra Palermo e la provincia.
Al termine di un’articolata attività investigativa, personale del commissariato di Pubblica Sicurezza “San Lorenzo” e della compagnia carabinieri di Carini ha eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di due giovani di 19 e 20 anni, pluripregiudicati e residenti a Carini.
I due sono indagati, a vario titolo, per rapina aggravata, furto d’auto e lesioni personali.
Indagini congiunte e violenza sproporzionata
Il provvedimento è il risultato di indagini mirate e coordinate condotte dalla Squadra investigativa del commissariato “San Lorenzo” e dalla Sezione operativa della compagnia di Carini, con il supporto dei militari della locale Stazione.
Gli investigatori hanno ricostruito due distinti episodi criminosi, accomunati da un elemento inquietante: l’estrema violenza esercitata sulle vittime, ritenuta sproporzionata rispetto al bottino ricercato.
La rapina a Capaci: pestaggio e 40mila euro rubati
Il primo episodio risale all’11 giugno 2025, a Capaci, e riguarda una rapina pluriaggravata ai danni del titolare di una comunità alloggio per anziani. L’intervento iniziale è stato curato dai carabinieri della Sezione radiomobile di Carini.
Secondo quanto ricostruito, il 19enne avrebbe avuto un ruolo centrale, agendo con due complici rimasti ignoti. I tre avrebbero atteso la vittima sotto casa, seguita poi all’interno dell’ascensore. Qui l’uomo sarebbe stato minacciato con una pistola, colpito con pugni e colpi di cintura al volto e costretto ad aprire la porta di casa.
All’interno dell’abitazione i rapinatori si sarebbero impossessati di 40mila euro in contanti, provocando alla vittima lesioni giudicate guaribili in 15 giorni.
Le indagini si sono basate su analisi dei sistemi di videosorveglianza, testimonianze e successivi riscontri fotografici, che hanno consentito di delineare un grave quadro indiziario a carico del giovane.
Palermo, martello per rapinare una donna
Il secondo episodio, seguito dalla Polizia di Stato, risale al 22 luglio 2025 e si è verificato nel quartiere San Lorenzo a Palermo. In questo caso, una donna è stata aggredita mentre rientrava a casa per la pausa pranzo.
I rapinatori, armati di martello, le hanno sottratto la borsa – con effetti personali e gioielli – e le chiavi dell’auto.
Dalle indagini sono emersi numerosi punti di contatto con la rapina di Capaci: in particolare, il 19enne sarebbe stato lo stesso soggetto che aveva materialmente colpito la vittima nel primo episodio.
Traditi dalle telecamere e dalle impronte
Un dettaglio decisivo ha permesso di identificare i responsabili: durante il pedinamento della vittima, i due rapinatori sono transitati proprio davanti al commissariato di polizia “San Lorenzo”, venendo ripresi dalle telecamere dell’edificio.
Dalla targa del motoveicolo, gli agenti sono risaliti al 19enne di Carini, poi riconosciuto anche nei pressi dell’abitazione della vittima durante le fasi della rapina. Il complice, invece, è stato identificato grazie a un rilievo dattiloscopico repertato sul cofano dell’auto della donna, analizzato dal Gabinetto regionale di Polizia scientifica Sicilia occidentale.
Anche un furto d’auto attribuito al 19enne
I carabinieri hanno inoltre attribuito al 19enne un furto di autovettura avvenuto a Carini il 25 settembre scorso.
Anche in questo caso, l’analisi delle immagini di videosorveglianza ha consentito di ricostruire l’azione: l’auto, sottratta con un complice ignoto, è stata poi rinvenuta a Isola delle Femmine dai militari della locale Stazione.
Presunzione di innocenza
Resta fermo che la responsabilità penale degli indagati sarà accertata solo con una eventuale sentenza definitiva, nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.




