PALERMO – Il gup di Palermo Antonella Consiglio ha disposto il proscioglimento di tutti gli imputati coinvolti nel procedimento sulle presunte mazzette legate all’erogazione di finanziamenti pubblici da parte dell’Irfis.
La formula adottata è “perché il fatto non sussiste”.
Chi sono gli imputati prosciolti
Il provvedimento riguarda Paolo Minafò, Antonio Vetro, Francesco Iacolino, Angelo Incorvaia, Valerio Peritore e Giovanni Chianetta, chiamati a rispondere, a vario titolo, delle ipotesi accusatorie emerse nell’inchiesta.
L’inchiesta “Gianobifronte”
Il procedimento trae origine dall’indagine denominata “Gianobifronte”, avviata tra il 2012 e il 2013 dalla Guardia di Finanza di Agrigento e successivamente trasmessa per competenza alla Procura di Palermo.
Al centro dell’inchiesta vi era un presunto sistema di mazzette connesso alla concessione di finanziamenti pubblici da parte dell’Irfis, società regionale operante nel settore del credito alle imprese.
Le contestazioni sulla legittimità delle intercettazioni
Nel corso dell’udienza preliminare, l’avvocato Gioacchino Genchi, difensore di Angelo Incorvaia e Valerio Peritore, ha sollevato rilievi su presunte anomalie procedurali nello svolgimento delle indagini.
Secondo la tesi della difesa, le intercettazioni telefoniche sarebbero state disposte a indagini ormai scadute, senza che la Procura avesse richiesto la necessaria proroga dei termini, rendendo quindi inutilizzabili le captazioni.
La chiusura del procedimento
Alla luce delle valutazioni del giudice, il procedimento si è concluso con il proscioglimento di tutti gli imputati, ponendo fine a un’inchiesta giudiziaria durata diversi anni.



