Neonata salvata a San Cristoforo, Quadronchi: “Plauso all’Arma, ma servono politiche pubbliche contro il disagio”

Neonata salvata a San Cristoforo, Quadronchi: “Plauso all’Arma, ma servono politiche pubbliche contro il disagio”

CATANIA – Il salvataggio di una neonata di cinque mesi nel quartiere San Cristoforo di Catania ha acceso l’attenzione non solo sull’efficacia dell’intervento delle forze dell’ordine, ma anche sulle fragilità sociali presenti in alcune aree della città.
A intervenire è Lucrezia Quadronchi, segretaria territoriale della Cisl di Catania.

“Il salvataggio della neonata di cinque mesi nel quartiere San Cristoforo, reso possibile dal tempestivo intervento dei carabinieri del Nucleo Radiomobile di Catania, è un fatto che merita un riconoscimento pubblico e non formale“, dichiara Quadronchi, esprimendo “un ringraziamento sincero alle donne e agli uomini dell’Arma che, con professionalità, prontezza e grande senso di responsabilità, hanno agito in una situazione di estrema urgenza, salvando una vita”.

Un episodio che va oltre la cronaca

Secondo la segretaria della Cisl etnea, l’accaduto non può essere archiviato come un semplice fatto di cronaca.

“Questo episodio – prosegue – non può però essere letto soltanto come un fatto di cronaca. È anche il segnale di una fragilità più ampia che attraversa il nostro tessuto sociale e che riguarda, in modo particolare, le madri lasciate sole a fronteggiare condizioni di disagio, isolamento, precarietà e assenza di reti di sostegno, soprattutto nei quartieri più complessi della città”.

Maternità e salute mentale

Nel suo intervento, Quadronchi richiama l’attenzione sul tema del benessere psicologico e della maternità.

“In questo quadro – sottolinea la segretaria territoriale della Cisl etnea – il tema della salute mentale e del benessere psicologico, specie nel periodo della maternità, non può essere separato dalle condizioni sociali e materiali di vita. Non si tratta solo di intervenire sull’emergenza, ma di costruire percorsi di accompagnamento, presa in carico e continuità di cura, capaci di mettere in rete servizi sociali comunali, sanità territoriale, consultori e realtà del terzo settore”.

Sicurezza e welfare

Quadronchi evidenzia come la tutela delle persone non possa essere demandata esclusivamente alle forze dell’ordine.

“La sicurezza e la tutela delle persone non possono essere affidate esclusivamente all’intervento delle forze dell’ordine, per quanto fondamentale. Servono – ribadisce – politiche pubbliche che rafforzino il welfare territoriale, la prevenzione del disagio e la presenza stabile delle istituzioni nei quartieri, affinché situazioni di sofferenza possano essere intercettate prima che degenerino”.

L’appello finale

Nel concludere il suo intervento, Quadronchi richiama il tema della responsabilità collettiva.

Ringraziare chi è intervenuto salvando una bambina è doveroso – conclude – ma è altrettanto necessario assumersi una responsabilità collettiva: costruire una comunità che non lasci sole le persone più fragili. Su questo terreno la Cisl Catania continuerà a portare proposte e a incalzare le istituzioni, perché coesione sociale, servizi e diritti sono il primo vero presidio di sicurezza”.