AGRIGENTO – Un nuovo e importante passaggio istituzionale per il progetto dell’aeroporto di Agrigento. Mercoledì prossimo, una delegazione del territorio sarà ricevuta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un incontro tecnico-istituzionale dedicato alla realizzazione dello scalo.
Presenti Pisano e il dirigente Di Carlo
All’incontro parteciperanno l’Calogero Pisano, deputato agrigentino, e l’ingegnere Michelangelo Di Carlo, dirigente del settore infrastrutture del Libero Consorzio comunale di Agrigento, presente su autorizzazione del presidente Giuseppe Pendolino.
Di Carlo segue da anni l’iter amministrativo dell’opera ed è considerato una figura chiave nella fase tecnica del progetto.
Lo scalo nella piana di Licata
Il confronto con i tecnici ministeriali rappresenta un momento cruciale dell’istruttoria, avviata per valutare la realizzazione di un aeroporto nella piana di Licata.
Un’infrastruttura ritenuta strategica per sostenere lo sviluppo economico, turistico e occupazionale dell’intero comprensorio agrigentino e dell’area centro-meridionale della Sicilia.
Il Decreto Sud e l’articolo 8-bis
L’iniziativa trae impulso anche dall’articolo 8-bis del Decreto Legge Sud, promosso proprio dall’on. Pisano, approvato dal Parlamento e convertito in legge, che prevede la possibilità di realizzare uno scalo aeroportuale nell’area.
Pisano: “Colmiamo un grave deficit infrastrutturale”
“Si tratta di un confronto fondamentale – sottolinea l’on. Calogero Pisano – che arriva dopo il lavoro puntuale e responsabile svolto dal Libero Consorzio comunale di Agrigento. Solo poche settimane fa, su impulso del presidente Pendolino, è stata trasmessa al MIT tutta la documentazione tecnica e amministrativa richiesta per la valutazione finale del progetto”.
“Serietà e determinazione per il futuro del territorio”
“L’incontro di mercoledì – conclude Pisano – conferma la volontà delle istituzioni locali e nazionali di procedere con serietà e determinazione, lungo un percorso che può finalmente colmare un grave deficit infrastrutturale e aprire nuove prospettive di crescita, competitività e lavoro per l’area agrigentina e per l’intera Sicilia”.



