Parte la raccolta firme per il Reddito Minimo Garantito Individuale: proposta di iniziativa popolare

Parte la raccolta firme per il Reddito Minimo Garantito Individuale: proposta di iniziativa popolare

CATANIA – Nasce in Sicilia, e in particolare tra gruppi di attivisti dell’area catanese, una nuova iniziativa dal basso destinata a far discutere: una legge di iniziativa popolare per introdurre in Italia un Reddito Minimo Garantito Individuale.

Non c’è dietro alcun partito, nessun movimento organizzato. Solo normali cittadini, tredici promotori in tutto il Paese, che dopo aver depositato la proposta in Cassazione hanno avviato la raccolta firme per raggiungere l’obiettivo necessario: 50mila sottoscrizioni entro il 13 luglio 2026.

Perché nasce la proposta

L’iniziativa arriva nel vuoto lasciato dalla cancellazione del Reddito di cittadinanza. “Le misure che lo hanno sostituito, Assegno di Inclusione (ADI) e Supporto Formazione Lavoro (SFL), non riescono – spiegano i promotori – a raggiungere tutte le fasce che avrebbero bisogno di un sostegno“.

Secondo i dati citati dal comitato, quasi 7 milioni di italiani rischiano oggi di scivolare sotto la soglia di povertà. La proposta prevede un sostegno individuale di 800 euro al mese, destinato a ogni cittadino italiano dai 18 anni in su, senza limiti d’età e senza scadenze temporanee.

Ma non si tratta, assicurano gli attivisti, di un assegno fine a se stesso: “Non vogliamo mantenere le persone sedute, vogliamo metterle in condizioni di rialzarsi“, spiegano i promotori. Il reddito dovrebbe essere accompagnato da: presa in carico dei centri per l’impiego, percorsi realistici di formazione, supporto dei servizi sociali comunali, riqualificazione per chi desidera tornare a lavorare.

L’intervista ai promotori

La questione del lavoro che cambia

A stimolare il dibattito è anche l’avanzata dell’automazione. “Nei depositi logistici e nelle grandi catene – raccontano gli attivisti –muletti e macchinari automatici stanno già sostituendo operatori umani“.

Come firmare

Si può sostenere la proposta online, sulla piattaforma ministeriale www.firmereferendum.giustizia.it tramite SPID o CIE; attraverso i link pubblicati sui profili social del Gruppo Reddito Minimo Garantito Individuale. Le adesioni stanno arrivando da Roma, Napoli, Calabria, Sicilia e Veneto.

Foto di repertorio