Proposta di legge bipartisan per offrire un’alternativa di vita ai figli delle famiglie mafiose

Proposta di legge bipartisan per offrire un’alternativa di vita ai figli delle famiglie mafiose

PALERMO – Una proposta di legge bipartisan è stata presentata oggi alla Camera dei deputati con l’obiettivo di proteggere minori e giovani fino ai 25 anni, figli di famiglie mafiose, e sostenere anche quei genitori, spesso madri, che intendono allontanarsi dai contesti della criminalità organizzata.

Il testo legislativo nasce dall’esperienza del protocollo “Liberi di scegliere”, avviato nel 2012 grazie all’impegno di Roberto Di Bella, allora presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria e oggi a Catania. Un progetto pensato per offrire ai minori una concreta possibilità di scegliere un futuro diverso.

Le dichiarazioni di Colosimo

La proposta mira a strutturare percorsi di allontanamento sicuri e accompagnati da adeguate forme di sostegno. Si tratta di uno strumento che, secondo la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, “disegna la terza via della lotta alla mafia”.

“Intendiamo inserirla nella legislazione antimafia e intendiamo raccontare che esiste uno strumento ancora maggiore di quelli che sin qui abbiamo utilizzato nella lotta alle mafie e quello strumento è la libertà di scegliere chi essere, dove andare e come crescere”, ha aggiunto Colosimo.

Le parole di Vincenza Rando

La senatrice del Partito Democratico Vincenza Rando, prima firmataria della proposta al Senato, ha sottolineato che “questo percorso non poteva rimanere un protocollo ma doveva avere uno strumento giuridico importante”.

Nel ricordare i risultati già ottenuti dal progetto, Roberto Di Bella ha spiegato che “i dati” a Reggio Calabria e Catania “parlano di oltre 200 minori coinvolti, 34 donne, sette di loro sono diventate collaboratrici o testimoni di giustizia”. L’auspicio del magistrato è che l’iter parlamentare possa concludersi con l’approvazione definitiva entro il 2026.

L’intervento di don Luigi Ciotti

Sull’urgenza del provvedimento è intervenuto anche il presidente di Libera, don Luigi Ciotti: “È necessario che tutte le forze politiche uniscano le forze senza perdere tempo. C’è in gioco la vita delle persone e di tanti ragazzi”.

Il procuratore generale della Corte di Cassazione, Piero Gaeta, ha evidenziato il valore simbolico e culturale dell’iniziativa, osservando che “l’allontanamento del minore dalla famiglia mafiosa per quest’ultima è un fallimento autentico. È la sconfitta da un punto di vista culturale dell’invincibilità della famiglia mafiosa in quanto tale”.

A rimarcare il significato istituzionale del progetto anche il presidente della Camera, Lorenzo Fontana: “Quando lo Stato riesce a entrare nella vita di questi ragazzi prima della mafia, non compie solo un atto di giustizia, ma restituisce loro la possibilità di scegliere”. Sul tema è intervenuto infine il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ricordando che “il sentiero è stretto ma è necessario, doveroso”.