Palermo, bimba di 4 anni si sente male a scuola per il freddo

Palermo, bimba di 4 anni si sente male a scuola per il freddo

PALERMO – Malore in una scuola dell’infanzia di Palermo a causa del freddo. È successo ieri a una bimba di 4 anni, all’interno del plesso Nicolò Turrisi dell‘Istituto comprensivo statale Luigi Capuana.

A poco sono servite le stufette accese in aula, le coperte di lana e i cappotti indossati durante le ore di lezione. Soluzioni temporanee per fronteggiare il brusco calo delle temperature che in questi giorni ha interessato il capoluogo siciliano.

Il malore di una bimba per il freddo in aula a Palermo

“La bambina aveva un colorito violaceo, forti brividi, il corpo che tremava per il freddo. Non abbiamo chiamato i sanitari del 118, perché la situazione poi è rientrata. Una scena che ha scosso docenti e genitori”. A raccontarlo è il dirigente scolastico Giuseppe Carlino.

“Non è più accettabile che i termosifoni della scuola con 280 alunni tra infanzia e primaria non funzionino da ben 13 anni“, sottolinea Carlino. “Il problema è noto: una pompa guasta, da sostituire con un intervento dal costo stimato di 90mila euro. Immagino che in questi anni il Comune non abbia avuto le risorse necessarie, ma oggi andiamo avanti con stufette elettriche, coperte e vestiti pesanti. È una situazione che non può più essere tollerata. Anche il dirigente che c’era prima di me aveva fatto numerose segnalazioni”.

Ad annunciare interventi rapidi è stato l’assessore comunale all’Istruzione, Aristide Tamajo, al termine di una riunione con il sindaco Roberto Lagalla, con gli uffici comunali e l’Amg Gas. “Su 300 plessi comunali, meno del 5 per cento presenta problemi agli impianti termici. Sono pochi, ma anche un solo caso deve essere affrontato con senso di responsabilità”. Tamajo ha poi annunciato “un sopralluogo domani al plesso Turrisi e sottolinea come molte criticità siano legate al riavvio degli impianti dopo le vacanze natalizie”.

L’allarme era stato lanciato dai segretari generali della Flc Cgil Palermo e della Fillea Cgil Palermo, Fabio Cirino e Piero Ceraulo: “In alcuni istituti gli impianti di riscaldamento risultano rotti e vetusti, in altri completamente assenti. Le amministrazioni competenti, il Comune di Palermo per gli istituti comprensivi e la Città Metropolitana per le scuole secondarie di secondo grado, faticano ad intervenire con la necessaria tempestività, anche a causa dell’elevato numero di richieste”.

Tra gli impianti guasti o assenti rilevati dalla Cgil emergono, su territorio palermitano, quelli dell’Istituto superiore Borsellino, l’Istituto Gioeni Trabia e infine, l’Istituto superiore Vittorio Emanuele, con riscaldamenti solo parzialmente funzionanti.

In aula si gela, ma non solo a Palermo: la situazione a Siracusa

Una situazione inaccettabile anche in altre province siciliane. A sottolinearlo è Carlo Gilistro, deputato regionale del M5S, che in queste ore ha bloccato per qualche minuto i lavori all’Ars, in segno di protesta per la situazione delle scuole in provincia di Siracusa. “A causa dell’assenza di riscaldamento – ha affermato – i ragazzi sono costretti ad andare in classe con temperature che si abbassano fino a 6 gradi, in pratica la stessa temperatura di un frigorifero”.

L’allarme del Codacons

“Dopo aver ricevuto decine di segnalazioni, abbiamo deciso di trasformare l’indignazione in un’azione concreta“, afferma il presidente del Codacons, Tanasi. “Il freddo nelle scuole non è un semplice disagio ma una violazione dei diritti fondamentali di studenti, docenti e personale scolastico”

Risale proprio ai giorni scorsi infatti il lancio dell’iniziativaSOS Aule Fredde” che ha permesso di raccogliere numerose denunce da famiglie, studenti, docenti e personale scolastico. È possibile continuare a segnalare situazioni di aule fredde e disservizi legati al riscaldamento scrivendo all’indirizzo sportellocodacons@gmail.com o inviando un messaggio WhatsApp al 3715201706.

E proprio per sottolineare in modo più incisivo la gravità del fenomeno, l’associazione dei consumatori ha scelto la via della provocazione, inviando un termosifone in regalo al sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. “Un gesto ironico ma dal significato chiaro, pensato per richiamare l’attenzione su una situazione che coinvolge bambini e studenti e che non può più essere ignorata”, spiegano.