ITALIA – Ci lascia, a 76 anni, la sindacalista ed ex ministra dell’istruzione, con il governo Gentiloni, Valeria Fedeli. Tra i diversi incarichi svolti anche, precedentemente alla nomina al governo, la carica di vicepresidente del Senato.
Valeria Fedeli si spegne a 76 anni, una vita tra scuola e femminismo
Fedeli, nata a Treviglio nel 1949, aveva dedicato la propria vita alla scuola, ritagliandosi uno spazio anche nella politica attiva. Alla sua attività di insegnamento, poi, aveva seguito nel 1979 l’impegno con la Cgil, tanto da portarla a trasferirsi a Roma nel 1982. Una volta raggiunta la capitale ha anche lavorato nella segreteria nazionale della federazione dei lavoratori del pubblico impiego.
A Roma ha poi conosciuto quello che diventerà il suo futuro marito: il sindacalista Achille Passoni. La sua carriera si è poi arricchita sempre di più, prima con il lavoro all’interno del sindacato di Corso d’Italia e poi all’interno della Federazione europea dei sindacati. In tale ambito, tra l’altro, ha anche preso una salda posizione circa il tema dell’emancipazione femminile, tanto da diventare nel 2018 una delle fondatrici del movimento “Se non ora quando”.
Tra le varie svolte avvenute nella sua vita anche quella del 2013, quando ha accolto la candidatura del Pd per il Senato. Una volta al palazzo Madama, poi, ha rivestito la carica di vicepresidente vicaria, arrivando a prendere anche scelte importanti. Tra queste l’ammissibilità di emendamenti predittivi, così da poter superare i milioni di emendamenti depositati da Calderoli alla legge elettorale.
La nomina a ministra dell’istruzione
La nomina a ministro della pubblica istruzione è poi giunta nel periodo di schieramento con Matteo Renzi all’interno del Pd, con il governo di Paolo Gentiloni. Secondo quanto emerso Valeria Fedeli si recava ogni giorno al ministero di viale Trastevere la mattina alle 8:30, come i normali impiegati, nonostante la polemica nata per la sua mancata laurea.
Tra i pregi che più si ricordano della Fedeli il coraggio, come dimostrato durante la malattia, e la forte empatia. Tutti particolari che, sia dai sostenitori che dagli avversari, l’hanno resa un personaggio amato e di cui sicuramente si sentirà la mancanza




