Sanità. Sicilia, il fronte più esposto del welfare socio-sanitario residenziale

Sanità. Sicilia, il fronte più esposto del welfare socio-sanitario residenziale

PALERMO – La rete delle strutture residenziali socio-assistenziali e socio-sanitarie in Italia continua a crescere in termini di ospiti, ma resta fortemente squilibrata nella sua distribuzione territoriale. Al 1° gennaio 2024 – secondo gli ultimi dati diffusi da Istat – i presìdi attivi sono 12.987, con circa 426mila posti letto complessivi e 385.871 persone accolte, in aumento del 6% rispetto all’anno precedente. la crescità, però, non è omogenea. Il Mezzogiorno – e in particolare la Sicilia – continuano a presentare una dotazione nettamente inferiore rispetto al Nord; a Sud si contano appena 3,4 posti letto ogni 1.000 residenti, contro i 10,5 del Nord-Est.

Un sistema più fragile in Sicilia e in Sardegna

Il dato delle Isole – che include Sicilia e Sardegna – è tra i più critici dell’intero Paese. L’offerta non solo è quantitativamente più bassa, ma anche strutturalmente diversa. Nelle Isole la quota di posti letto destinati agli anziani non autosufficienti è pari al 31,6%, contro una media nazionale del 62,4%. Al contrario, è molto più elevata la presenza di strutture rivolte a minori (16,1%), anziani autosufficienti (22,7%) e persone con patologie psichiatriche (10,9%), quasi il doppio della media italiana (4,9%). In Sicilia il welfare residenziale è meno orientato alla lunga assistenza sanitaria degli anziani e più sbilanciato verso l’emergenza sociale e la tutela di soggetti fragili, con una pressione maggiore su comunità educative, strutture per minori e servizi per il disagio mentale.

In Sicilia trutture medio-grandi e meno capillari

Secondo i dati elaborati da Istat, un altro elemento che caratterizza anche il sistema siciliano è la dimensione delle strutture. Nel Mezzogiorno e nelle Isole prevalgono presìdi tra i 16 e i 45 posti letto, che rappresentano il 60,3% delle strutture nelle Isole. Le piccole residenze di tipo familiare, molto diffuse nel Nord-Est, sono invece meno presenti. Questo significa una rete meno capillare e più concentrata, con maggiori difficoltà di presa in carico territoriale e di integrazione con i servizi sociali locali.

Anziani: in Sicilia meno ricoveri e meno strutture sanitarie

La Sicilia riflette il quadro del Sud anche sul fronte dell’istituzionalizzazione degli anziani. A livello nazionale il tasso medio è di 20 ospiti ogni 1.000 residenti over 65, ma nel Sud scende a 9. Ancora più marcata è la differenza per gli anziani non autosufficienti, soprattutto tra le donne: nel Nord si superano i 35 ricoveri ogni 1.000 anziane, mentre nel Sud il dato scende a 7 e nelle Isole a 8. In pratica, in Sicilia la stragrande maggioranza degli anziani fragili resta a carico delle famiglie o dei servizi domiciliari, con un’offerta residenziale sanitaria largamente insufficiente rispetto ai bisogni reali di una popolazione sempre più anziana.

Sicilia snodo centrale per i minori stranieri non accompagnati

Se il sistema siciliano è debole sul fronte dell’assistenza agli anziani, è invece fortemente esposto su quello dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. A livello nazionale questi ragazzi sono 4.480 e il 24,5% si trova nelle Isole, una quota tra le più alte d’Italia. Inoltre, proprio in Sicilia si registra un tasso di presenza dei minori in struttura doppio rispetto alla media nazionale, legato ai flussi migratori che arrivano dal Mediterraneo. Nove minori stranieri su dieci hanno tra i 15 e i 17 anni, e sono accolti quasi esclusivamente in strutture per minori, spesso di piccole dimensioni e a carattere socio-educativo. La permanenza è in genere breve: il 62% resta meno di un anno, ma oltre il 30% viene trasferito in altre strutture senza aver concluso il percorso di integrazione, segnale di una filiera dell’accoglienza ancora instabile.

L’avanguardia siciliana sulla legge per gli anziani

La scorsa settimana, durante una lunga giornata trascorsa a Catania, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha ribadito l’attenzione del governo regionale verso una legge specifica per gli anziani. Lo ha fatto in occasione di un pranzo sociale con la Comunità di Sant’Egidio a Catania, dove Schifani ha espresso il sostegno a una proposta di legge depositata all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) e firmata dal deputato regionale Nicola D’Agostino. La Sicilia sta puntando ad essere una delle prime regioni ad avviare concretamente l’attuazione della Legge nazionale 33 del 2023, che riguarda l’assistenza e il welfare dedicati alle persone anziane e introduce il concetto di “invecchiamento attivo”, integrazione dei servizi sanitari e sociali, sostegno ai caregiver e potenziamento dell’assistenza domiciliare. L’entrata in vigora della norma permetterà agli anziani siciliani di essere assistiti in casa, contando sul servizio integrato di assistenza garantito dal Servizio Sanitario Nazionale.

Foto di pxby666 da Pixabay