Tunisini rubano profumi per oltre 1.300 euro e aggrediscono addetti alla sicurezza: due arresti a Catania

Tunisini rubano profumi per oltre 1.300 euro e aggrediscono addetti alla sicurezza: due arresti a Catania

CATANIA – La Polizia di Stato ha arrestato due cittadini tunisini di 20 e 21 anni, responsabili di un tentativo di furto aggravato all’interno di un grande magazzino del centro storico di Catania, degenerato in una violenta aggressione ai danni degli addetti alla sicurezza.

Il colpo nel reparto profumeria

Nei giorni scorsi, i due giovani si sono introdotti all’interno dell’attività commerciale di via Etnea, dirigendosi nel reparto profumeria. Qui hanno prelevato diversi prodotti di noti marchi, rimuovendo i dispositivi antitaccheggio e occultando la merce all’interno di uno zaino.

Nel tentativo di allontanarsi indisturbati, hanno cercato di confondersi tra gli altri clienti, approfittando della grande affluenza presente nel negozio.

La reazione violenta dopo il controllo

Superate le casse senza pagare, i due sono stati fermati dal personale di vigilanza, che ha chiesto loro di aprire lo zaino e di restituire la merce rubata o, in alternativa, di regolarizzare l’acquisto.

Al rifiuto, i due hanno reagito con insulti e aggressioni, colpendo gli addetti alla sicurezza con calci e pugni.

L’intervento della Polizia e il sequestro della merce

Immediata la richiesta di intervento alla Squadra Volanti della Questura di Catania, che è giunta tempestivamente sul posto riuscendo a bloccare entrambi i soggetti all’uscita del negozio.

Durante il controllo dello zaino, i poliziotti hanno rinvenuto otto confezioni di profumi, tutte con l’antitaccheggio strappato, per un valore complessivo superiore ai 1.300 euro.

La merce è stata restituita al responsabile dell’attività commerciale, che ha formalizzato la denuncia.

Arresto e custodia cautelare in carcere

I due giovani sono stati condotti negli uffici di Polizia e arrestati per rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale, ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Informato il Pubblico Ministero di turno presso il Tribunale di Catania, uno degli arrestati è stato condotto in carcere, anche in considerazione dei suoi precedenti specifici, mentre l’altro è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Questura in attesa del giudizio per direttissima.

Dopo la convalida dell’arresto, il giudice ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere.