CARLENTINI – “Stefio, dimettiti o verrai colpito tu o la tua famiglia”: queste le parole della spaventosa lettera che il sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio (esponente del Pd) ha ricevuto insieme a un proiettile. Si tratta dell’ennesima intimidazione nei confronti dei membri della politica siciliana: la più recente ha visto vittima il primo cittadino di Ravanusa, Salvatore Pitrola, che si è ritrovato sul muro di casa un mazzo di fiori finti poco graditi con tre bossoli e un liquido infiammabile.
I fatti risalgono a ieri mattina. Secondo quanto si apprende, Stefio si trovava in Municipio quando ha aperto la busta destinata a lui: non ha esitato a convocare una conferenza stampa straordinaria per lanciare l’allarme sul grave fatto che mira a destabilizzare l’attività amministrativa dell’Ente.
Intimidazione al sindaco di Carlentini: “Amarezza per il coinvolgimento della mia famiglia”
“Non ho paura e sono ancor più convinto che l’azione di moralizzazione e di trasparenza avviata in città sia la strada giusta. Questo percorso è irreversibile”. Così si è espresso Stefio nel corso della conferenza stampa. “Chi è esposto e soprattutto chi è sindaco mette in conto di poter essere bersaglio di azioni di questo tipo. La mia amarezza è legata al coinvolgimento della mia famiglia, ho anche genitori anziani”.
“Nulla che riguardi la politica a mio avviso – ha spiegato il sindaco – nonostante l”invito’ che mi è stato rivolto. A Carlentini maggioranza e opposizione hanno raggiunto una maturità tale da lasciarmi dire che quello non può essere un messaggio che parte dalla politica di Carlentini”.
La vicinanza come arma: “Nessuno mi farà abbassare la testa”
Secondo Stefio, la solidarietà e la vicinanza espressa è la vera arma. “È il messaggio che deve arrivare forte e chiaro a questi soggetti convinti di intimorirmi. Una risposta che sta arrivando da tutto il territorio ed oltre ogni aspettativa”.
“Io credo che tutto sia da ricondurre a sacche legate a vecchie logiche che persistono nella comunità, persone che continuano ad essere legate a meccanismi che, lo ribadisco, non possono esistere a Carlentini. Nessuno mi farà abbassare la testa. Solo la mia famiglia o la mia comunità potrebbero chiedermi di dimettermi e dicono, invece, esattamente il contrario”, conclude.



