Catania, aperto un tavolo tecnico dopo il caso del bambino picchiato e ripreso sui social

Catania, aperto un tavolo tecnico dopo il caso del bambino picchiato e ripreso sui social

CATANIA – L’Amministrazione Comunale di Catania ha istituto un tavolo tecnico in merito alla vicenda del bambino di undici anni di Catania, vittima di gravi maltrattamenti in ambito familiare poi diffuse sui social.

Bambino picchiato a Catania: aperto un tavolo tecnico

Un episodio che ha sollevato un ampio dibattito e che ha reso la necessità di rafforzare in modo strutturale il sistema di tutela e di intervento a favore dei soggetti più fragili. Il tavolo tecnico nasce come sede stabile di confronto e coordinamento e vedrà la partecipazione dell’assessorato e della direzione comunale dei Servizi sociali, dei servizi territoriali competenti, delle istituzioni scolastiche, delle aziende sanitarie, dell’autorità giudiziaria minorile e degli enti del Terzo settore operanti nell’ambito della tutela dei minori e del sostegno alle famiglie, con l’obiettivo di analizzare criticità, procedure e modelli di intervento e definire strategie comuni per migliorare la tempestività e l’efficacia delle risposte.
Inoltre, la delegata per i servi sociali della Giunta è voluta entrare nel merito di alcune questioni legittimamente sollevate a seguito del caso: “Sento il dovere di rispondere con la massima trasparenza -ha spiegato l’assessora ai Servizi sociali Serena Spoto – in merito a presunte segnalazioni inascoltate risalenti alla scorsa estate. È documentato che nel mese di luglio si fosse verificato un episodio nel quale il minore era stato trovato solo in strada e che, a seguito di ciò, la Procura minorile avesse richiesto un monitoraggio. Non intendiamo nasconderci dietro alcun alibi e stiamo verificando con estremo rigore perché quel monitoraggio non abbia prodotto gli effetti attesi e perché la situazione sia degenerata fino a questo punto”.

“La cittadinanza deve sapere”

“La cittadinanza ha il diritto di sapere se vi siano stati vuoti o disfunzioni nel sistema di protezione e proprio per questo insieme al sindaco Trantino abbiamo già disposto l’avvio di una puntuale indagine conoscitiva interna per accertare ogni singola responsabilità. Saremo inflessibili e, qualora emergessero negligenze o mancanze professionali, l’Amministrazione adotterà senza esitazioni i provvedimenti necessari. La fiducia nei Servizi sociali si costruisce sulla responsabilità e non sul silenzio”.
“Parallelamente all’accertamento dei fatti, stiamo già intervenendo sul piano organizzativo. Ho firmato un atto di indirizzo politico vincolante che istituisce un Tavolo tecnico permanente presso la Direzione Famiglia e Politiche sociali, che si riunirà già il prossimo mercoledì 14 gennaio e coinvolgerà i vertici della Direzione, i responsabili della pianificazione dei fondi e i coordinatori dei servizi per i minori. Non si tratta di un’iniziativaformale, ma di un organismo operativo chiamato a definire linee strategiche che diventeranno istruzioni obbligatorie per tutto il personale“.
“L’obiettivo è chiaro e necessario: azzerare i tempi di latenza. Ogni segnalazione di potenziale pregiudizio, abbandono o maltrattamento deve ricevere attenzione immediata e priorità assoluta, perché il superiore interesse del minore deve essere il principio cardine e inderogabile di ogni nostra azione”.

La nota di Codacons e Codacons Sicilia Donna

In parallelo Codacons e Codacons Sicilia Donna hanno annunciato la presentazione di un esposto alla procura di Catania. Il motivo è un video diffuso su Facebook da una influencer, dove i minori vengono condotti su un palco e trasformati in protagonisti di un evento pubblico, con riferimenti espliciti alle violenze subite.

“Siamo di fronte a una rappresentazione che non può essere ricondotta a una forma di tutela o di sostegno – dichiara l’avvocata Federica Prestidonato, Presidente di Codacons Sicilia Donna – ma che solleva seri interrogativi in ordine al rispetto dei principi fondamentali di protezione dell’infanzia sanciti dalla Costituzione, dalla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo e dalla normativa nazionale in materia di tutela dei minori. Bambini già segnati da un’esperienza traumatica avrebbero dovuto essere preservati da ulteriori esposizioni pubbliche e dal clamore mediatico. Il diritto alla riservatezza e alla serenità del minore deve rimanere prioritario rispetto a qualsiasi iniziativa, anche quando presentata come gesto di solidarietà”.

“La sofferenza dei bambini non è un evento pubblico”

“Quanto accaduto rischia di costituire un precedente pericoloso – afferma Giovanni Petrone, Presidente Regionale Codacons –. La tutela dei minori non è facoltativa né subordinabile a esigenze mediatiche o comunicative. La sofferenza dei bambini non può diventare oggetto di eventi pubblici o contenuti destinati ai social network“.
“Alla luce di tali elementi, Codacons Sicilia Donna annuncia la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Catania, affinché vengano accertate eventuali responsabilità e valutata la possibile violazione delle norme poste a tutela dei minori, con particolare riferimento all’esposizione pubblica e alla diffusione di immagini e dichiarazioni riguardanti soggetti minorenni coinvolti in procedimenti giudiziari”.