CATANIA – L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dai rilievi di terreno svolti dal personale INGV, riguardo l’attività vulcanica dell’Etna, si conferma quanto riportato nel Comunicato di Aggiornamento n. 18 del 06/01/2026.
Etna, aggiornamento sull’attività vulcanica
Dai dati del documento emergeva che la porzione del campo lavico compresa tra Rocca Musarra e Rocca Capra non risultava più alimentata e che i fronti lavici erano fermi e in fase di raffreddamento.
A causa di condizioni meteorologiche avverse, al momento non è possibile definire lo stato di attività alle bocche. Il personale INGV non ha udito boati riconducibili ad attività esplosiva sommitale, suggerendo che l’attività esplosiva alla Voragine possa essersi conclusa.
Fronti lavici fermi e in fase di raffreddamento
Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico permane nell’intervallo dei valori medi. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico risulta ubicata in prossimità del Cratere di Nord-Est, nell’intervallo di profondità compreso tra 1.800 e 2.400 metri al di sopra del livello del mare.
L’attività infrasonica risulta molto bassa, nonostante le serie di temporali a disposizione. Questo quindi potrebbe non risultare rappresentativo della reale attività esplosiva prodotta dal vulcano.
Le reti GNSS-HF e clinometrica non mostrano variazioni significative. Lo strainmeter DRUV mostra la lenta ripresa di una fase di compressione successiva alla fase di relativa stasi, osservata durante la seconda parte della giornata del 6 Gennaio.
Le parole del direttore del dipartimento Vulcani dell’INGV, Stefano Branca
“Il fronte della colata è fermo a 1.360 metri di quota ed è in raffreddamento, così come tutta la porzione a monte del campo lavico“. Questo quanto affermato dal direttore del dipartimento Vulcani dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Stefano Branca, dopo un sopralluogo sul fronte avanzato dell’Etna.
“Fino a dove c’è visibilità non si vedono flussi in avanzamento, quindi bisognerà verificare a questo punto con i dati satellitari se ancora c’è attività nella porzione più alta in corrispondenza delle bocche effusive. Nell’area frontale attualmente è tutto in raffreddamento“.
“Il dato è confermato anche da una nota dell’Ingv-Osservatorio di Catania – prosegue Branca – che sottolinea come, a causa di condizioni meteorologiche avverse, al momento non sia possibile definire lo stato di attività alle bocche, ma il personale non ha udito boati riconducibili ad attività esplosiva sommitale, suggerendo che l’attività esplosiva alla Voragine possa essersi conclusa“.
“Dal punto di vista sismico l’ampiezza del tremore vulcanico, dato che segnala l’energia di risalita del magma nei condotti interni dell’Etna, permane nell’intervallo dei valori medi. Le reti Gnss-Hf e clinometrica non mostrano variazioni significative“.
“Nonostante l’apparente tregua – conclude – concessa dal vulcano attivo più alto d’Europa, l’allerta per l’aviazione, il Vona, rimane di colore arancione, il terzo livello di allarme su una scala di quattro, ma l’attuale attività dell’Etna non impatta sull’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania“.



