Dopo il mondiale 2010 sono emerse tutte le difficoltà di una nazionale che era in netto calo, anche data la composizione demografica della squadra.
Mentre i fuoriclasse come Buffon, Chiellini e Bonucci dimostravano di poter ancora dare qualcosa, la qualità in attacco e in mezzo al campo perdeva quelli che erano stati i suoi interpreti principali e che avevano guidato gli azzurri al mondiale 2006.
Il declino della nazionale maggiore passa anche per alcune scelte scellerate quali Ventura come CT, che nel 2018 portò l’Italia alla storica non partecipazione ai mondiali per la prima volta dal 1958, quando ancora si chiamava Coppa Rimet.
Da allora, il nostro calcio ha vissuto un periodo buio, interrotto solo con l’Europeo vinto nel 2020 e il record di risultati utili consecutivi. Pochi campioni, partite poco spettacolari e un senso di inferiorità rispetto alle altre big del calcio mondiale, con cui eravamo abituati a competere.
Dalle ceneri del 2022: lezioni apprese e cambio di mentalità
Dopo che nel 2022, per la prima volta nella sua storia, l’Italia ha fallito la qualificazione ai mondiali per due edizioni di fila, nel paese è scoppiato il più classico dei dibattiti sulle responsabilità della debacle.
Se con la Svezia, nazione in ascesa, qualcuno aveva trovato delle attenuanti, con la Macedonia del Nord sono emersi tutti i limiti di una squadra non all’altezza.
La speranza era, al tempo, che la seconda esclusione consecutiva svegliasse qualcosa nell’orgoglio dei rappresentanti della Nazionale, dallo staff ai giocatori. Tutti ci aspettavamo uno scatto mentale.
I tifosi, stanchi di guardare altre squadre d’estate e utilizzare il bonus scommesse senza deposito sulle altre nazionali, reclamavano un commissario tecnico in grado di portare l’Italia nel posto che le spetta e un nome in particolare inizia a prendere quota.
La mano di Spalletti: tattica, flessibilità e integrazione dei giovani
Dopo l’anno dello scudetto a Napoli, Spalletti decide di fare un’altra esperienza, complici i rapporti incrinati con Aurelio De Laurentiis. Luciano, grazie allo storico titolo vinto con una squadra forte ma non favorita, è considerato uno degli allenatori più in forma e gode della fiducia completa del popolo italiano.
Sotto la guida del toscano, esordiscono in nazionale diversi giovani come Rovella, Lucca, Daniel Maldini e Pisilli, ma non lasciano il segno come avrebbe voluto. Le tattiche di Spalletti non sembrano attecchire nelle menti dei giocatori azzurri e non scatta la chimica che serve nei progetti vincenti.
L’esperienza del tecnico di Certaldo sulla panchina azzurra dura 22 mesi. Un brutto europeo, quello 2024, in cui l’Italia esce agli ottavi con la Svizzera, che però non mette a rischio la panchina.
La separazione avviene in seguito al 3-0 maturato contro la Norvegia nelle fasi di qualificazione dei campionati mondiali 2026.
Profili chiave e talenti emergenti: la nuova generazione Azzurra
Lo vediamo regolarmente nel calcio di club da alcuni anni, anche se quasi solo all’estero: i giovani devono essere al centro di un progetto di rinascita. Ciò vale anche per la nostra nazionale e in questo senso, anche le più alte cariche della FIGC sembrano essersi convinte della direzione giusta da prendere.
Pio Esposito, in gol qualche giorno fa con la Norvegia, è sicuramente il prospetto più chiacchierato, ma ci sono altri profili interessanti che hanno la stoffa per diventare l’ossatura degli Azzurri del futuro.
Pisilli, Scalvini e Anahor, ad esempio, promettono bene e stanno facendo le loro esperienze sia con il club che con la nazionale. Ci auguriamo che Gattuso prosegua sulla strada indicata da Spalletti e continui a dare fiducia alle nuove generazioni.
Se non dovesse essere così, saremo sempre un passo indietro rispetto alle altre federazioni che invece sui giovani ci puntano eccome e non aspettano anni per responsabilizzarli.
Qualificazioni 2026: stato attuale e prospettive
Al termine dei gironi di qualificazione, si prospetta una situazione identica a quella vissuta nelle due precedenti edizioni. L’Italia di Gattuso non è riuscita a qualificarsi come prima, a causa delle due (sonore) sconfitte rimediate con la Norvegia e dovrà dunque passare per i play off.
Questi sono composti da una semifinale e in caso di vittoria una finale. L’Italia è testa di serie con Turchia, Ungheria e Polonia; questo ci garantisce di incontrare nessuna delle compagini appena menzionate.
La prima gara sarà giocata il 20 marzo con una squadra di quarta fascia, ovvero una tra Galles, Romania, Svezia e Irlanda del Nord che verrà sorteggiata il 20 Novembre. In caso di vittoria si andrebbe a giocare il 26 marzo con la vincente di uno degli scontri tra un team di seconda fascia e uno di terza.



