SICILIA – Fare una selezione accurata, scrupolosa e certosina degli eventi di questi ultimi dodici mesi, per poi decidere quali ricordi prendere per mano nel “salto” verso il nuovo anno e quali lasciare cadere nell’oblio, è sicuramente uno dei desideri più “gettonati” di ogni Capodanno. Eppure, la memoria – seppur talvolta dolorosa o “scomoda” – è l’unico filo conduttore tra l’anno che va e quello che viene, il solo “fil rouge” capace di rendere l’esistenza umana un insieme integrato di avvenimenti piuttosto che un “ammasso” frammentato di luoghi, persone o accadimenti che il tempo ha ormai privato di ogni significato.
E quindi è proprio dalla memoria – del bello e del brutto – che bisogna ripartire, senza commettere l’errore di considerare il countdown che proprio ieri ha scandito gli ultimi istanti del 2025 una barriera irremovibile tra ciò che è stato e ciò che sarà, quanto piuttosto un ponte tra il vecchio e il nuovo.
Prima dunque di immergerci nelle nuove notizie di cronaca che nei prossimi mesi appariranno sulle prime pagine dei giornali, riavvolgiamo il nastro per rivivere i momenti più salienti dell’anno appena concluso. E proprio perché non sempre è possibile fare una spartizione tra ciò che si è disposti ricordare e ciò che si preferirebbe non aver mai vissuto, partiamo proprio dalla cronaca nera.
La cronaca nera
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Sparatoria a Vittoria: morto il 39enne ferito e portato in ospedale da due persone poi andate via
Risale agli ultimi giorni di gennaio la sparatoria in cui ha perso la vita un uomo di 39 anni, Angelo Ventura. Pare che l’uomo fosse imparentato con esponenti di spicco della criminalità locale, ma solamente omonimo di altre persone coinvolte in attività mafiose. Sarebbero stati due gli uomini a condurlo in ospedale per poi lasciarlo nella sala d’attesa del Pronto Soccorso e andare via.
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Femminicidio di Sara Campanella
Una coltellata al collo le ha reciso la giugulare e così Sara Campanella, studentessa universitaria di 22 anni, è stata brutalmente uccisa in strada. L’ennesima vittima di femminicidio, di un delitto avvenuto nel tardo pomeriggio del 31 marzo nei pressi dell’ingresso laterale dello stadio “Giovanni Celeste”, sotto gli occhi di diversi testimoni che hanno lanciato l’allarme. Il suo carnefice si chiamava Stefano Argentino, 27 anni, anche lui studente nella stessa facoltà della vittima: Tecniche di Laboratorio Biomedico del Policlinico Universitario “G. Martino”. Era agosto quando il giovane si è poi tolto la vita nel carcere di Gazzi, a Messina, dove era recluso.
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Sparatoria di Monreale
Una notte di violenza ha sconvolto nell’aprile scorso la comunità di Monreale (Palermo). In piazza Duomo, davanti agli occhi di almeno un centinaio di persone, è scoppiata una sparatoria che ha causato 3 morti: Salvatore Turdo, 23 anni, Massimo Pirozzo, 26 anni, e Andrea Miceli, 26 anni.
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Omicidio a San Gregorio, uomo spara colpi per sedare una rissa ma uccide il figlio
Una serata di festa si è trasformata in tragedia prima della mezzanotte del 28 aprile a Villa Heaven, una struttura nel territorio di San Gregorio di Catania. Durante una festa di compleanno, Carlo La Verde, un giovane di 23 anni, è stato raggiunto mortalmente da un colpo di pistola esploso dal padre, Natale La Verde, 62 anni, imprenditore edile del luogo. Secondo quanto emerso, all’interno della struttura si sarebbe acceso un alterco tra alcuni partecipanti e il gestore della sala, il 62enne. Nel tentativo di riportare l’ordine, l’uomo avrebbe dapprima provato a calmare gli animi, per poi estrarre un’arma da fuoco e sparare alcuni colpi a scopo intimidatorio.
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Catania, Santo Re ucciso da un parcheggiatore abusivo
Era il 30 maggio scorso quando un omicidio in piazza Mancini Battaglia, a Catania, ha sconvolto la comunità etnea. La vittima è Santo Re, un uomo di 30 anni, ucciso da un parcheggiatore abusivo che operava quotidianamente davanti al bar Quaranta, di cui Re era dipendente. Il delitto è avvenuto al culmine di una lite.
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Catania, parcheggiatore abusivo accoltellato e ucciso in corso Sicilia
Quello di Santo Re però non è stato l’unico caso di cronaca nera che nell’ultimo anno ha visto, a Catania, il coinvolgimento di un parcheggiatore abusivo. Risale a tre mesi dopo – era agosto – la lite finita nel sangue tra un parcheggiatore di 40 anni e un “collega” che ha accoltellato il rivale nei pressi di un supermercato nel centrale corso Sicilia di Catania.
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Palermo, Stefano Gaglio ucciso dal cognato a colpi di pistola
Ucciso a colpi di pistola, a Palermo, nella mattinata del 15 settembre scorso, un uomo di 39 anni. La vittima è Stefano Gaglio, magazziniere ucciso dal cognato con quattro colpi d’arma da fuoco. L’omicida di 62 anni, Giuseppe Cangemi, ha ammesso la sua colpevolezza.
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Rapimento a Vittoria, il sequestro del 17enne Gaetano Nicosia
Il volto coperto, due Fiat Panda e un unico obiettivo: un giovane di 17 anni – studente del quarto anno del Liceo scientifico “Giuseppe Mazzini” – chiamato per cognome e portato via, con una rassicurazione rivolta ai presenti: “Non vi preoccupate, vogliamo solo lui“. Questa la dinamica del “chirurgico” rapimento avvenuto a Vittoria (Ragusa) ai danni di un ragazzo, sequestrato il 25 settembre e poi ritrovato a distanza di 24 ore. Secondo quanto emerso nell’ultimo mese, sarebbe stato tradito da un amico che, trovandosi con lui la sera del rapimento, avrebbe rivelato “in tempo reale, la sua esatta posizione”.
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Capizzi, il 16enne Giuseppe Di Dio ucciso a colpi di pistola davanti a un bar
Notte di sangue quella tra l’1 e il 2 novembre scorso a Capizzi (Messina). Nella circostanza ha perso la vita Giuseppe Di Dio, 16 anni, studente dell’istituto alberghiero, ucciso con un colpo di arma da fuoco mentre si trovava in via Roma, davanti a un bar frequentato da numerosi giovani. Secondo una prima ricostruzione, erano le 22.30 circa quando un’auto con a bordo tre persone si sarebbe fermata nei pressi del locale. Uno degli occupanti, probabilmente un 20enne del posto, avrebbe estratto una pistola e sparato più colpi verso un gruppo di ragazzi. Uno dei proiettili ha colpito mortalmente Giuseppe, mentre un altro giovane di 22 anni sarebbe rimasto ferito.
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Omicidio di Paolo Taormina, intervenuto per sedare una rissa
Risale a una notte di ottobre l’omicidio di Paolo Taormina, il 21enne ucciso con un colpo di arma da fuoco alla testa fuori dal locale “O Scruscio” di Palermo. Il ragazzo era intervenuto nel tentativo di sedare una rissa scoppiata tra alcuni giovani presenti: tra loro c’era il suo assassino: Gaetano Maranzano, reo confesso.
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Corleone, uccide la figlia disabile e si toglie la vita
A chiudere l’anno c’è l’omicidio-suicidio a cui ha fatto da sfondo il comune di Corleone (Palermo). Protagonista della vicenda una donna di 78 anni che ha ucciso la figlia disabile, 47enne, per poi togliersi la vita. L’autrice dell’estremo gesto aveva perso otto mesi fa il marito, senza il quale si era ritrovata a gestire la figlia da sola.
Incidenti stradali, il ricordo di chi “non è mai arrivato a destinazione”
Passiamo a un’altra piaga sempre più preoccupante della società odierna, nonché il fattore a cui è associato uno dei più alti tassi di mortalità in Sicilia: gli incidenti stradali.
Tra i numerosi sinistri che ogni giorno mettono a repentaglio l’incolumità degli utenti della strada, c’è anche chi – messosi alla guida – non è mai arrivato a destinazione, terminando tragicamente la sua corsa in una pozza di sangue.
È il caso di tutti coloro che non hanno avuto il privilegio di cavarsela con qualche danno al proprio mezzo e nemmeno con qualche graffio, ma invece pagando con la vita una fatalità o una distrazione, propria o altrui.
Da gennaio a dicembre: i più tragici incidenti stradali
Uno dei primi incidenti mortali dell’anno appena concluso è quello che nella serata del 5 gennaio non ha lasciato scampo, a Catania, a un centauro di 48 anni scontratosi con un’auto sul viale Mario Rapisardi.
Rimaniamo ancora a Catania, ma questa volta nella Zona industriale, dove agli inizi di febbraio ha perso la vita il conducente di una Smart che, dopo il violento impatto con un’altra auto, è finita in una scarpata.
In relazione al mese di marzo si ricorda quello di Giovanni Milazzo, di 26 anni, che si trovava alla guida di un furgoncino, entrato in collisione – in uno scontro frontale – con un camion, a Vittoria (Ragusa).
È morto ad aprile invece Stefano Neri, vittima dell’incidente avvenuto in via San Leo, ad Adrano (Catania). Il giovane aveva solo 19 anni e viaggiava a bordo di uno scooter insieme a un coetaneo.
Dolore e cordoglio da parte della comunità etnea per la morte di una bimba di 15 mesi, rimasta coinvolta – a maggio – in un incidente sulla Provinciale 134, che collega Motta Sant’Anastasia e lo svincolo di Valcorrente.
Risale a giugno il sinistro in cui ha perso la vita, a Messina, Gabriele Cavò, 17 anni, deceduto dopo un violento scontro tra il suo scooter e una Smart, a bordo della quale viaggiava una giovane coppia.
Si chiamava Antonio Russo il giovane di 19 anni morto sul colpo a Carini, nel Palermitano, quando alle prime luci dell’alba del 18 luglio avrebbe perso il controllo della moto su cui viaggiava, finendo sul marciapiede.
E sempre a luglio la Circonvallazione di Catania è tornata a essere teatro di dolore e tragedie, con la morte di una donna di 56 anni scontratasi con un’auto mentre era in sella a uno scooter.
Non meno dolorosa la notte di sangue che ad agosto ha strappato ai loro cari i giovani Gabriel Aliberti, 17 anni, e Alessandro Lopriore, 21 anni. I due hanno perso la vita, morendo sul colpo, nello scontro tra due moto.
Era settembre quando un 16enne di Canicattì, Mattia Iannuzzo, ha perso la vita in un incidente lungo viale della Vittoria. Dopo l’impatto, i due occupanti della vettura si sono allontanati senza prestare soccorso, per poi presentarsi qualche ora dopo al commissariato di polizia.
Non meno tragica la sorte del ciclista Francesco Vita, 56 anni, investito – a ottobre – dal conducente di un Tir, nella zona sud di Messina, mentre percorreva via Adolfo Celi.
Ha suscitato particolare sgomento e dolore la morte di Salvo Campisi, il 50enne morto nel pomeriggio dello scorso 16 novembre dopo essere stato investito – sull’autostrada A18 – da un’automobilista 91enne. Al momento del violento impatto la vittima era ferma nella corsia di emergenza in attesa dell’arrivo del carroattrezzi, dopo la foratura di una ruota.
È di un morto e un ferito grave invece il bilancio dell’incidente stradale avvenuto il 30 novembre scorso in via Palermo, a Catania. A perdere la vita un 38enne, mentre è rimasto gravemente ferito il figlio di 14 anni.
Tra le vittime della strada più recenti, infine, rientra il nome del calciatore Cristian Desi, attaccante catanese di 28 anni. Il suo cuore ha cessato di battere dopo un incidente in moto avvenuto nel mese di dicembre nella zona del Faro.





