CATANIA – Grande attesa a Catania per l’incontro che si terrà martedì 30 dicembre 2025 presso il Palazzo degli Elefanti, alla presenza del sindaco Enrico Trantino e della direttrice generale dell’Agenzia del Demanio di Roma, Alessandra Dal Verme. Tuttavia, a quanto pare, alcuni importanti rappresentanti dei sindacati non saranno presenti.
L’incontro in questione prevede la presentazione di un progetto e di una strategia per la riqualificazione e il recupero del patrimonio immobiliare pubblico. Ma non solo: l’obiettivo è anche il miglioramento della qualità urbana per i cittadini.
Si tratta di un percorso condiviso, nato con l’intento di promuovere l’incremento del turismo in un’ottica di rigenerazione cittadina sostenibile, guardando al 2026 con la speranza di ottenere un riscontro positivo e concreto. Questo è, infatti, l’obiettivo principale del nuovo Piano Città di Catania.
Nonostante le premesse e i traguardi annunciati, i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno fatto sapere che non prenderanno parte alla cerimonia.
“Serve confronto vero, non celebrazioni”
Nelle ultime ore, insieme all’annuncio dell’incontro, sono arrivate anche le prime reazioni da parte delle sigle sindacali, che hanno chiarito di non voler partecipare alla cerimonia prevista per il 30 dicembre al Palazzo degli Elefanti.
In particolare, in una nota alla stampa si legge: “Serve confronto vero, non celebrazioni. Alle foto di rito preferiamo i confronti di merito. Per questo, non parteciperemo martedì alla cerimonia di sottoscrizione di un patto per la città di Catania che ci è completamente ignoto, salvo le poche righe contenute nell’invito firmato dal sindaco Enrico Trantino“.
Nella stessa nota si evidenzia la necessità di un maggiore senso di responsabilità e di fermezza, denunciando l’assenza totale di un percorso di concertazione preventiva con le parti sociali. Seguono le dichiarazioni di De Caudo, Attanasio e Meli: “Decisioni di tale rilevanza non possono essere confinate in momenti meramente formali o celebrativi. L’assenza di scambio e concertazione con le parti sociali ci appare particolarmente grave, considerando che il piano interviene direttamente sul patrimonio pubblico, sulla qualità urbana, sulle politiche di rigenerazione e sulle ricadute sociali e occupazionali che riguarderanno la città e chi la abita e ci lavora“.
Infine, i tre sindacati, Cgil, Cisl e Uil, chiariscono anche quale debba essere, secondo loro, lo step necessario da intraprendere: “Questo tipo di iniziative deve essere costruito attraverso un confronto autentico, trasparente e partecipativo, capace di coinvolgere chi rappresenta il lavoro, i cittadini e i territori. Solo così è possibile garantire una strategia che produca benefici concreti, sostenibili e inclusivi nel tempo”.
Assenti all’incontro con il sindaco anche SUNIA Catania
Ad essere della stessa opinione dei sindacati citati precedentemente sono anche SUNIA Sicilia e SUNIA Catania che, attraverso le segreterie regionali e provinciali rappresentate rispettivamente da Giusi Milazzo e Agata Palazzolo, hanno diffuso una nota sulla questione legata al Piano Catania: “Lo sollecitammo noi, ma ora la finalità è turistica”.
Nella nota rivolta alla stampa in merito a quello che sarà il nuovo Piano Città di Catania, e in vista dell’incontro annunciato, i rappresentanti dell’organizzazione hanno fatto sapere che nessuno sarà presente all’evento, esprimendo contrarietà e disappunto per le premesse illustrate nell’invito ufficiale.
Si tratta di una lunga nota nella quale viene denunciata l’assenza di un percorso condiviso, affermando di non essere mai stati coinvolti in incontri procedurali per la definizione del piano. Le finalità indicate, proseguono, “destano sconcerto“.
In particolare, il SUNIA torna a sollecitare l’adozione di uno strumento di intervento concreto sull’emergenza abitativa, che punti ad ampliare l’edilizia sociale attraverso la riqualificazione degli immobili pubblici inutilizzati. Attualmente, invece, si evidenzia una deriva progettuale orientata verso finalità lontane dal welfare urbano, come sottolineato nella stessa nota.
Viene quindi ribadita l’urgenza di interventi concreti per le famiglie catanesi a reddito medio-basso in condizioni di disagio abitativo, piuttosto che un presunto rilancio turistico che potrebbe addirittura accentuare le fragilità sociali già esistenti: “La finalità rischia di spostarsi verso il comparto turistico, con progetti di ospitalità e la creazione di nuovi contenuti culturali, nonostante la città disponga già di numerosi spazi vuoti”.



