CATANIA – Cambia volto l’eruzione in corso sull’Etna, dove la precedente attività stromboliana dei crateri sommitali si è intensificata trasformandosi in fontane di lava accompagnate da emissioni di cenere vulcanica.
Il Vona (Volcano Observatory Notice for Aviation) emesso dall’Ingv–Osservatorio etneo di Catania, che ha elevato il livello di allerta a rosso, il massimo previsto su una scala di quattro, a tutela soprattutto della sicurezza dei voli.
Al momento, nonostante la fase eruttiva del vulcano attivo più alto d’Europa risulti particolarmente energetica, l’aeroporto internazionale “Vincenzo Bellini” di Catania rimane pienamente operativo e non si registrano impatti significativi sulla regolarità dei collegamenti.
Dalla rete di monitoraggio dell’Ingv si rilevano valori elevati di tremore vulcanico, indice dell’intensa attività interna e della risalita del magma nei condotti del vulcano. L’evoluzione del fenomeno è costantemente osservata dagli esperti, che continueranno a fornire aggiornamenti nelle prossime ore.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo comunica che, nelle ultime 24 ore, l’attività eruttiva ai crateri sommitali dell’Etna ha mostrato un’ulteriore intensificazione. Al Cratere di Nord-Est è proseguita l’attività stromboliana con esplosioni quasi continue. Durante le ore notturne la visibilità è stata limitata da una fitta copertura nuvolosa, tuttavia i forti bagliori indicavano un’attività sostenuta. Intorno alle ore 09:00 UTC, in condizioni di visibilità parzialmente migliorata, è stato osservato un rapido incremento dell’attività con fontane di lava alte circa 150–200 m e continua emissione di cenere. A partire dalle ore 09:50 UTC si è registrata una diminuzione dell’attività con sporadiche emissioni di cenere.
Dalle ore 06:00 UTC circa, immagini di webcam non INGV hanno evidenziato emissioni di cenere e vapore da una zona sul fianco orientale dell’area sommitale, ove ha preso avvio un flusso lavico diretto verso l’alta Valle del Bove. Con il successivo miglioramento delle condizioni di visibilità è stata osservata l’apertura di una bocca eruttiva sull’alto fianco orientale del cratere Voragine, con sporadiche emissioni di cenere, da cui sembrerebbe originare la colata lavica. La persistente copertura nuvolosa sul versante orientale non consente al momento una valutazione completa dell’estensione del flusso; personale INGV-OE è sul campo per acquisire ulteriori dati.
Dalla mattinata del 26 dicembre sono inoltre state osservate frequenti emissioni di cenere dalla bocca BN-2 della Bocca Nuova. L’attività dei crateri sommitali sta generando una colonna eruttiva alta diversi chilometri, costituita prevalentemente da vapore bianco, diretta verso O–SO. Al momento non si segnalano ricadute di cenere in aree abitate.
L’ampiezza media del tremore vulcanico ha continuato a mostrare un trend in aumento, raggiungendo valori molto elevati intorno alle 12:00 UTC del 26 dicembre. Dopo una fase di relativa stabilizzazione su livelli alti fino alle 05:00 UTC odierne, si è osservato un repentino incremento culminato alle 05:50 UTC, seguito da una brusca diminuzione. Intorno alle 08:10 UTC si è verificato un ulteriore rapido aumento, con valori, alle 08:45 UTC, tipici di attività con fontane di lava. Dalle 09:50 UTC circa si registra una nuova diminuzione dell’ampiezza del tremore. Il centroide delle sorgenti del tremore permane nell’area del Cratere di Nord-Est, leggermente a NW delle bocche eruttive, a una quota di circa 2700 m s.l.m.
L’attività infrasonica continua a mostrare una frequenza di occorrenza molto elevata con ampiezze altrettanto elevate, principalmente localizzate al Cratere di Nord-Est e subordinatamente alla Bocca Nuova. Tra le 08:40 e le 09:50 UTC è stato registrato un episodio di tremore infrasonico con ampiezze tipiche delle fontane di lava; un episodio analogo, ma di minore intensità, era stato osservato tra le 05:30 e le 06:10 UTC.
L’analisi dei dati di deformazione del suolo evidenzia segnali rilevabili sulle reti clinometrica e sul dilatometro DRUV, che mostra una diminuzione di circa 110 nanostrain tra le 08:30 e le 09:40 UTC, seguita da inversione del trend. Sui clinometri dell’area sommitale è presente un segnale compatibile con una deflazione dell’area craterica, debolmente apprezzabile anche ai sensori a quota intermedia. In particolare, al clinometro sommitale ECP si distinguono due fasi deformative: circa 5 microradianti tra le 16:30 e le 21:00 UTC e circa 3,5 microradianti tra le 09:00 e le 10:00 UTC. La rete GNSS ad alta frequenza non evidenzia deformazioni significative oltre il livello del rumore strumentale.
Secondo gli esperti dell’INGV, “gli eventi infrasonici hanno continuato a registrare una frequenza di accadimento molto elevata, accompagnata da ampiezze altrettanto elevate. Tali eventi risultano prevalentemente localizzati nell’area del Cratere di Nord-Est e, in misura subordinata, alla Bocca Nuova. Tra le ore 08:40 e 09:50 UTC è stato osservato un ulteriore episodio di tremore infrasonico caratterizzato da ampiezze decisamente elevate, tipicamente associate a fenomeni di fontane di lava. Un episodio analogo, sebbene di ampiezza inferiore, era stato precedentemente rilevato tra le 05:30 e le 06:10 UTC.
L’analisi dei dati di deformazione del suolo mostra variazioni apprezzabili sia sulla rete clinometrica sia sul dilatometro DRUV. In particolare, su quest’ultimo si evidenzia una diminuzione di circa 110 nanostrain tra le 08:30 e le 09:40 UTC, seguita da un’inversione del trend. Sui clinometri dell’area sommitale è riconoscibile un segnale interpretabile come deflazione dell’area craterica, parzialmente visibile anche sui sensori posti a quota intermedia. In dettaglio, al clinometro sommitale ECP risultano distinguibili due fasi deformative: la prima, compresa tra le 16:30 e le 21:00 UTC, con una variazione di circa 5 microradianti; la seconda, tra le 09:00 e le 10:00 UTC, pari a circa 3.5 microradianti. La rete GNSS ad alta frequenza non evidenzia al momento deformazioni significative oltre il livello del rumore strumentale”.
Foto di Boris Behncke



