E-commerce, no grazie. In Sicilia piace ancora il negozio fisico

E-commerce, no grazie. In Sicilia piace ancora il negozio fisico

ITALIA – In Sicilia il commercio elettronico cresce, ma resta marginale rispetto alle abitudini di acquisto tradizionali. Ai siciliani piace il negozio fisico. Nel 2024 solo il 30,7 per cento dei residenti ha effettuato almeno un acquisto online negli ultimi dodici mesi: 1 milione e 472mila persone. Un dato che colloca l’Isola al penultimo posto della graduatoria nazionale, davanti soltanto alla Calabria, e che evidenzia un divario profondo rispetto alle regioni più avanzate.

In Sicilia acquista online solo 1 su 3

Il confronto con le regioni più alte in classifica è netto. In Provincia autonoma di Trento la quota di residenti che acquistano online sale al 49,2 per cento, seguita dalla Valle d’Aosta (47,2), dalla Toscana (47) e dal Friuli Venezia Giulia (46,4). In questi territori quasi un cittadino su due utilizza regolarmente l’e-commerce, in Sicilia poco più di uno su tre. Anche rispetto al resto del Mezzogiorno il dato è debole. Puglia e Campania hanno percentuali rispettive del 36,1 e al 32,9 per cento, mentre la Sardegna supera il 41.

E-commerce business da quasi 60 miliardi

Il quadro emerge dall’analisi dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che fotografa un commercio online in forte espansione ma ancora minoritario nel sistema retail. Nel 2024 la penetrazione dell’e-commerce sul totale delle vendite al dettaglio è stata pari al 13 per cento, con una quota più alta nei servizi (17 per cento) e più bassa nei prodotti (11 per cento). In termini di valore, gli acquisti online B2C hanno raggiunto i 58,8 miliardi di euro.

Vendite online cresciute del 72,4%

La dinamica di crescita conferma comunque il cambio di passo degli ultimi anni. Nei primi dieci mesi del 2025, rispetto allo stesso periodo del 2024, commercio elettronico e grande distribuzione (Gdo) hanno registrato entrambe un incremento del 2,1 per cento. Se il confronto si allarga al periodo pre-pandemico, dal 2019 al 2024 le vendite online risultano cresciute del 72,4 per cento, mentre i negozi di vicinato si sono fermati a un +2,9.

Perché la Sicilia sceglie l’acquisto tradizionale

Nonostante ciò, in Sicilia – come analizzato – continua a piacere l’acquisto nei negozi fisici. L’analisi della CGIA non entra nel merito delle motivazioni che guidano la scelta tra canali digitali e tradizionali, ma il dato resta eloquente. La bassa diffusione dell’e-commerce sull’Isola suggerisce una preferenza ancora marcata per il commercio di prossimità, che resta centrale non solo per i consumi, ma anche per l’occupazione, il presidio urbano e la qualità della vita.

L’Italia resta indietro rispetto al resto d’Europa

Per ultimo, il ritardo siciliano si inserisce inoltre in un contesto nazionale che resta distante dalla media europea. Nel 2024 ha acquistato online il 53,6 per cento degli italiani, contro il 71,8 per cento dell’Unione europea. Per la CGIA l’e-commerce è un fenomeno strutturale, ma non destinato a cancellare il commercio tradizionale.

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