CATANIA – Educare al rispetto, riconoscere, contrastare e denunciare le violenze di genere e di qualunque tipologia costituiscono obiettivi precipui e fondamentali del rapporto pedagogico-didattico che il Liceo classico “N. Spedalieri” costruisce durante l’intero arco dell’a.sc. e le date riconosciute particolarmente significative a livello internazionale. E’questo il caso della settimana che precede la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, in cui il Liceo “N. Spedalieri” offre ai giovani molteplici opportunità di riflessione prima di giungere al 25 novembre.
Tra queste, il workshop svoltosi lo scorso mercoledì 19 dal titolo “La violenza di genere lascia ferite non identità: dall’educazione alla prevenzione”, organizzato dall’ARNAS Garibaldi e dalla Fondazione “Salute e cultura”, appuntamento cui da anni la Dirigente Scolastica V.B.Ciraldo partecipa cogliendone il valore formativo per le classi. La II e la V B del Liceo sono state invitate a partecipare al dibattito e la VB ha presentato alla platea un proprio lavoro dal titolo “Violenza di genere: educare per riconoscerla e denunciarla”.
Con un excursus partito dalla cultura classica e giunto agli anni duemila, la classe ha avvinto l’uditorio sia con immagini e musiche in grado di comunicare emozioni che con riflessioni esemplari, che riportiamo in sintesi: “Guardare al passato serve a ricordarci che la violenza di genere affonda le sue radici in secoli di squilibri di potere, stereotipi e sistemi patriarcali… Educare significa decostruire queste eredità culturali, riconoscere i segnali della violenza e sviluppare strumenti per contrastarla, trasformare la comunità, promuovere rispetto, uguaglianza e responsabilità collettiva…è un atto che infrange un silenzio millenario…e che deve partire dalla conoscenza del passato, deve transitare attraverso l’educazione, deve arrivare alla costruzione di una società che rifiuti ogni forma di abuso”.
La VB ha poi proposto parti significative del libro “Dovremmo essere tutti femministi”, di Chimamanda Ngozi Adichie e l’ascolto di “Keep Ya Head Up!!!” di Tupac Sharuk, compianto esponente della cultura rap che nel suo testo parla alle donne e delle donne con rispetto e amore, invitando loro e chiunque sia vittima di violenza a “tenere alta la testa”.
“Questo il miglior messaggio che si poteva lasciare”, ha concluso la Dirigente Scolastica V.B. Ciraldo la quale si è congratulata con la classe che ha mostrato al pubblico come lo studio compiuto in aula si attui del tutto quando il suo valore viene condiviso socialmente.





