SICILIA – La Corte dei Conti boccia il terzo atto aggiuntivo relativo alla convenzione tra il ministro dei trasporti e la Società Stretto di Messina, regolatrice dei rapporti tra la stessa società, concessionaria delle opere per il Ponte sullo Stretto, e il Mit, in quanto amministrazione concedente.
Ad annunciarlo è la stessa magistratura contabile, che all’interno di una nota ha precisato: “Le motivazioni, in corso di stesura, saranno rese note entro trenta giorni, con apposita Deliberazione”. Tale atto aggiuntivo è interconnesso alla delibera del Cipess, emessa ad Agosto, circa l’assegnazione delle risorse e l’approvazione del progetto del ponte sullo stretto.
Non si fa attendere, poi, la risposta del ministro alle infrastrutture Matteo Salvini, che ha commentato: “Nessuna sorpresa: è l’inevitabile conseguenza del primo stop della Corte dei conti. I nostri esperti sono già al lavoro per chiarire tutti i punti. Resto assolutamente determinato e fiducioso“.
Elly Schlein: “Stop della Corte dei conti al Ponte sullo Stretto, progetto ingiusto e dannoso”
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, è intervenuta in collegamento durante l’iniziativa “Liberiamo la Sicilia da malaffare, corruzione e clientele”, soffermandosi sugli ultimi sviluppi politici e amministrativi che riguardano l’isola.
Nel suo intervento, Schlein ha commentato la recente decisione della Corte dei Conti, che ha bloccato l’accordo tra il Ministero e la concessionaria relativo al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.
“Tante altre cose stanno succedendo in Sicilia: lo stop della Corte dei conti all’accordo tra ministero e concessionaria, che ha bloccato un progetto ingiusto, sbagliato, dannoso, vecchio, come quello del Ponte sullo Stretto”, ha dichiarato la leader dem.
Schlein ha ribadito la posizione critica del Pd sul progetto, definendolo non solo anacronistico ma anche rischioso per il territorio e per le finanze pubbliche.
L’iniziativa ha rappresentato un’occasione per rilanciare il tema della legalità e del contrasto a sistemi distorti di gestione del potere, con particolare attenzione alla trasparenza e all’utilizzo responsabile delle risorse destinate alla Sicilia.




