SICILIA – La Banca Centrale Europea ha deciso oggi un nuovo intervento sui tassi d’interesse, abbassando il costo del denaro dal 2,50% al 2,25%.
Le analisi di Fabi
Una mossa che, secondo l’analisi della Federazione Autonoma Bancari Italiani (Fabi), avrà un impatto positivo sulle famiglie, in particolare per chi ha o intende sottoscrivere un mutuo.
L’effetto più tangibile sarà sui tassi fissi applicati ai mutui immobiliari, che potrebbero scendere in breve tempo fino a circa il 2,55%, ben al di sotto del 4% registrato appena un anno fa. Il beneficio si sentirà soprattutto sulle rate mensili: più lunga è la durata del finanziamento, maggiore sarà il risparmio.
Ad esempio, un mutuo ventennale da 100mila euro potrebbe vedere una riduzione della rata di 76 euro al mese. Se lo stesso importo venisse spalmato su 30 anni, il risparmio mensile salirebbe a 81 euro. L’effetto è ancora più evidente per importi più elevati: un finanziamento trentennale da 250mila euro permetterebbe un taglio della rata mensile di ben 203 euro, ovvero oltre 2.400 euro all’anno.
Questa spinta al ribasso dei tassi è destinata a favorire la crescita del mercato dei mutui, già in ripresa nella seconda metà del 2024. Da maggio dello scorso anno a febbraio 2025, infatti, i prestiti per l’acquisto di abitazioni sono aumentati di 6,5 miliardi di euro, passando da 420,8 a 427,3 miliardi (+1,6%).
I vantaggi non solo per i mutui
Ma non sono solo i mutui a trarre vantaggio dal taglio dei tassi. Anche il credito al consumo ne beneficerà, rendendo più conveniente acquistare beni e servizi a rate. Fabi stima che il tasso medio per questi finanziamenti possa stabilizzarsi intorno al 7,65%.
Nel concreto, questo si traduce in rate più leggere: per una lavatrice da 700 euro acquistata con un prestito quinquennale, la rata sarà di circa 14 euro al mese. Per uno smartphone da 850 euro finanziato in due anni, si pagheranno 40 euro mensili; per un televisore da 1.200 euro in 3 anni, la rata sarà di 39 euro.
Anche per spese più consistenti, come un viaggio da 5mila euro (161 euro al mese per 3 anni) o un’auto da 20mila euro (357 euro al mese per 6 anni), il finanziamento risulta più accessibile rispetto agli anni passati.
Nonostante ciò, il settore del credito al consumo e dei prestiti personali mostra segnali di contrazione. Le erogazioni di prestiti non finalizzati sono scese del 5,4%, passando da 120,5 a 113,9 miliardi di euro (-6,5 miliardi), mentre il credito al consumo ha subito una flessione dell’1,4%, pari a 1,7 miliardi in meno (da 123 a 121,2 miliardi). Complessivamente, in 9 mesi, il settore ha registrato un calo di 8,2 miliardi, passando da 243,5 a 235,2 miliardi (-3,4%).



