CATANIA – Tre studentesse dell’ITI Stanislao Cannizzaro (guidato dalla Dirigente Prof.ssa Giuseppina Montella), Myriam Catania (3A Biotecnologie Sanitarie), Martina Seminara (4A Biotecnologie Sanitarie) e Martina Zitello (4A Biotecnologie Sanitarie) hanno sviluppato un progetto rivoluzionario che affronta un problema invisibile ma estremamente diffuso: l’inquinamento da microfibre. La loro idea, denominata ZeoLavaGel, introduce un innovativo e semplice sistema di filtraggio montato direttamente allo scarico della lavatrice, un elettrodomestico presente in tutte le case e che, senza che ce ne rendiamo conto, è una delle principali fonti di rilascio di microplastiche nell’ambiente.
ZeoLavaGel, ridurre l’inquinamento domestico da microfibre
Il lavoro, ammesso alla fase finale del 36° concorso “I giovani e le scienze”, manifestazione organizzata dalla FAST (Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche) svoltosi a Milano dal 15 al 17 marzo scorso, ha ricevuto l’accreditamento all’Expo Sciences International, che avrà luogo ad Abu Dhabi (EAU) da 27 settembre al 3 ottobre 2025.
Le microplastiche nei tessuti umani
Negli ultimi anni, la presenza di microplastiche nei tessuti umani ha suscitato allarme tra la comunità scientifica. L’industria tessile ha registrato un incremento esponenziale nell’uso di fibre sintetiche come poliestere e nylon, che costituiscono ormai la maggior parte degli indumenti prodotti. Durante ogni ciclo di lavaggio in lavatrice, milioni di microfibre si staccano dai tessuti e finiscono negli scarichi, contribuendo in modo significativo all’inquinamento delle acque. Si stima che un singolo carico di lavaggio da 6 kg possa rilasciare tra le 140.000 e le 700.000 microfibre, destinate a disperdersi nei fiumi, nei mari e persino nell’aria che respiriamo. Un vero e proprio problema nascosto tra le mura domestiche.
L’innovativo sistema di filtraggio
Per contrastare questa emergenza ambientale direttamente alla fonte, le tre studentesse hanno ideato un innovativo sistema di filtraggio integrabile nella lavatrice. Il filtro agisce in due modi: trattiene le microfibre prima che possano raggiungere l’ambiente, grazie all’utilizzo di sostanze gelificanti biodegradabili che le aggregano e ne facilitano la raccolta; elimina tensioattivi e metalli pesanti derivanti dai detersivi e dai coloranti sintetici, attraverso materiali adsorbenti come zeoliti e carboni attivi.
Il team, tutto al femminile, ha svolto accurate ricerche per individuare il tipo di gel più efficace, valutandone la resistenza a diverse temperature e livelli di pH tipici dei lavaggi domestici. Inoltre, è stata testata la capacità del filtro nel catturare microplastiche specifiche, come il polivinilcloruro, confermandone l’efficacia nel ridurre la dispersione di queste particelle nocive.
L’aspetto più rivoluzionario del progetto ZeoLavaGel è dunque la sua applicazione in un elettrodomestico di uso comune, rendendo la lotta all’inquinamento da microplastiche accessibile a tutti. Integrare questo sistema nelle lavatrici domestiche e industriali potrebbe ridurre drasticamente la quantità di microfibre rilasciate negli scarichi, offrendo una soluzione concreta per migliorare la qualità delle acque e ridurre l’impatto ambientale; un vero passo avanti per la sostenibilità quotidiana.