Catania, si addormenta alla fermata dell’autobus e un ladro gli ruba il cellulare: fermato 49enne

Catania, si addormenta alla fermata dell’autobus e un ladro gli ruba il cellulare: fermato 49enne

CATANIA – Approfitta di un momento di stanchezza di un uomo che, per qualche minuto si era appisolato alla fermata dell’autobus, per rubargli il telefono e darsi alla fuga.

Il ladro, un pregiudicato catanese 49enne, è stato individuato e denunciato dalla Polizia di Stato.

Furto del cellulare a Catania

Grazie ad un’attenta analisi delle immagini riprese dall’impianto di videosorveglianza della zona, precisamente in via Secchi, gli agenti del commissariato di Pubblica Sicurezza “Nesima” hanno riconosciuto il ladro, residente nel quartiere e già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti.

Il 49enne ha agito in maniera subdola, mentre la vittima del furto, uno straniero di 34 anni, stava aspettando la coincidenza per raggiungere il proprio impiego nel siracusano. Il lavoratore pendolare si stava riposando per qualche istante, in attesa dell’arrivo dell’autobus, ed è stato proprio quello il momento in cui il pregiudicato catanese ha pensato di mettere a segno il colpo, avvicinandosi all’uomo e impossessandosi del suo telefono.

Denuncia e indagini

L’uomo, risvegliatosi bruscamente, ha tentato d’inseguire il ladro. Quest’ultimo però, in pochissimi secondi, è riuscito a dileguarsi tra le vie del quartiere. Il giorno successivo, il 34enne si è presentato negli uffici di Polizia del commissariato “Borgo-Ognina” per sporgere denuncia, raccontando ai poliziotti quanto accaduto e fornendo una descrizione del ladro.

Gli agenti hanno subito informato i colleghi di Nesima, competenti territorialmente. A loro volta, hanno immediatamente avviato le indagini, cercando di acquisire tutti gli elementi utili per individuare l’autore del furto.

Dopo aver ricostruito i fatti, i poliziotti sono riusciti a risalire e riconoscere il responsabile, denunciandolo in stato di libertà, per il reato di furto aggravato, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato, valevole ora e fino a condanna definitiva.