A Verona è arrivata la sentenza definitiva: il Palermo retrocede in Serie B

A Verona è arrivata la sentenza definitiva: il Palermo retrocede in Serie B

PALERMO – Ieri al triplice fischio del Sig. Serra, che ha sancito il pareggio per 1 a 1 tra Chievo e Palermo, si è chiuso nei fatti il campionato della squadra rosanero.

Questa volta anche la matematica dà torto agli uomini di Bortoluzzi: a tre giornate dal termine il distacco con l’Empoli, pari a 12 punti, non è più colmabile neanche con un miracolo. A dire il vero la retrocessione, per effetto della vittoria dell’Empoli contro il Bologna, sarebbe stata matematica anche se il Palermo fosse riuscito a vincere a Verona. Da questo momento in poi, avuta certezza della retrocessione, fermo restando il dovere di onorare la maglia anche nelle ultime tre partite che mancano alla conclusione ufficiale del campionato, è giunto il momento di pensare alla prossima stagione e costruire una squadra che possa lottare per l’immediato ritorno nella massima serie. Tutto dipende dal programma che Paul Baccaglini vorrà attuare dopo aver formalizzato con il tanto atteso closing il passaggio del pacchetto azionario della società di Viale del Fante alla YW&F Global Limited. Pur non essendoci in atto nessun elemento concreto che possa dare idea della solidità economica del gruppo cui fa capo Paul Baccaglini, né dell’ammontare dell’investimento previsto per ricostruire la squadra, ai tifosi rosanero non rimane altro appiglio che sperare nella serietà degli intenti e nella concretezza degli interventi ai quali il neo presidente ha fin qui fatto cenno.

E’ assolutamente da evitare il ripetersi di quanto accaduto nell’ultimo anno. Usciti indenni per effetto del miracolo compiuto da Ballardini e da un gruppo di giocatori che hanno dato tutto per la salvezza del Palermo a fine campionato 2015/16, anziché fare tesoro dello scampato pericolo e costruire una squadra che potesse conquistare la salvezza con scioltezza, Maurizio Zamparini ha proceduto alla sistematica disgregazione della rosa, non mostrando alcuna gratitudine verso quei giocatori artefici del miracolo, Sorrentino, Maresca e Gilardino, svendendo Vazquez e affidando le speranze di salvezza ad un gruppo di giovanissimi atleti senza alcuna esperienza della Serie A. Tale condotta ha portato alle dimissioni di Foschi prima e di Faggiano poi e ad un inizio di campionato deprimente. Prima di Natale, il Palermo aveva già cambiato tre allenatori: Ballardini, De Zerbi e Corini. Che la squadra avesse bisogno di rinforzi di esperienza in ogni settore era apparso chiaro a tutti, ma non a Zamparini.

Così durante il mercato invernale il Palermo si era ulteriormente indebolito cedendo Quaison ed Hiljemark. Ed è continuata la giostra degli allenatori con Diego Lopez prima e Diego Bortoluzzi poi. La storia recente è ricca di prestazioni indecenti dell’undici rosanero, con ricorrenti ed imbarazzanti incertezze difensive, con una serie continua di sconfitte scottanti ed umilianti come contro il Milan e la Lazio, con due soli giocatori da salvare, Rispoli e Nestorovski, e con un drappello di atleti poveri di tecnica e psicologicamente fragili. Eppure era bastata una vittoria, quella di domenica scorsa contro la Fiorentina, per far rinascere ancora impossibili speranze di salvezza. La giornata di ieri ha messo la parola fine a qualunque possibile speranza. E anche ieri il gol del Chievo è stato favorito da insulsi comportamenti di giocatori in maglia rosanero: palla persa ingenuamente a centrocampo da Jajalo ed intervento inutile e falloso di Bruno Henrique in area, che ha determinato il rigore realizzato da Pellisier.

Note positive le prestazioni di Goldaniga, autore del gol del pareggio, e di Diamanti. La prova del fantasista di Prato fa nascere ancora qualche rammarico per il suo scarso utilizzo nel recente passato. Le cose da fare da ora in poi non sono tante. Sono tutte apparentemente facili da definire, ma sicuramente difficili da attuare: ingaggiare un allenatore che abbia esperienza nel torneo cadetto e affiancargli immediatamente un direttore sportivo con il quale programmare il mercato, con l’obiettivo di rifondare la squadra per tentare l’immediata risalita in Serie A. Bisognerà fare delle scelte dettate dal budget a disposizione e dalle caratteristiche del torneo da affrontare. Il rischio di sbagliare è forte, ma bisogna gettarsi a capofitto nell’impresa per non perdere del tempo prezioso. Da oggi si potrà parlare solo di futuro sperando che ritorni ad essere di nuovo rosa.

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