L’amara storia di Giusi Parolino: Agrigento le vieta di allenarsi

L’amara storia di Giusi Parolino: Agrigento le vieta di allenarsi

AGRIGENTO – Quella che stiamo per raccontarvi è la triste storia di una atleta, Giusi Parolino. 

La ragazza, originaria di Agrigento, lotta da sempre per i suoi sogni e, grazie a questi, è riuscita a portare a casa numerose vittorie. Giusi è una campionessa di atletica italiana e, con la sua tenacia e bravura, potrebbe presto raggiungere podi prestigiosi, come quello europeo.

Campionessa italiana di lancio del giavellotto, primatista regionale di specialità, vice campione d’Italia di pentathlon lanci e, infine, prima donna ad Agrigento a competere nel pentathlon lanci. Questi e tanti altri, sono i titoli che la Parolino ha conquistato da maggio ad oggi guadagnando sette medaglie d’oro e tre d’argento. 

Allenata dal veneto Emanuele Serafin, l’atleta, a causa di mancanza di strutture ad Agrigento, è costretta ad allenarsi a Catania seguita da Aldo Desiderio, allenatore e padre del campione di giavellotto Alberto Desiderio. Non trovando appoggi nella sua città, Giusi gareggia per la SAL Catania. 

La sua storia è giunta anche ad Enna dove, il tecnico Tommaso Scavuzzo, presa a cuore la sua situazione, ha  messo a disposizione il campo di atletica della sua città per far allenare la ragazza e, inoltre, le ha proposto di allenare i giovani giavellottisti.

Da anni, ormai, Agrigento costringe Giusi ad allenarsi tra la sabbia di San Leone e qualche campagna abbandonata della periferia. Le sue rincorse sono tra cassonetti ed immondizia, tra pericoli e una pedana che fa da copertura ad una vasca. 

Sogni spezzati quelli che la ragazza vede sempre più lontani. 

Lo scorso 11 giugno, volendo partecipare ai campionati del mondo di atletica leggera che si sarebbero tenuti a Lione in agosto, Giusi è andata nel palazzo di città di Agrigento per chiedere l’autorizzazione ad allenarsi nello stadio Esseneto dato che il campo di atletica ormai da tempo è inagibile. La risposta, dopo un girovagare da un ufficio all’altro, è stata negativa. 

Un sogno per cui combattere nonostante le difficoltà. Una città da “svegliare” per una campionessa che ha tanto da dare. 

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