Epilogo felice per l’Acireale. Finisce l’agonia del Catania

Epilogo felice per l’Acireale. Finisce l’agonia del Catania

CATANIA –  Con l’Augusta di Nino Rinaldi che riposa, l’ultima giornata del Campionato di Serie A2 diventa appetibile per il derby Acireale – Catania, giocatosi sul “neutro” di San Giovanni La Punta. La posta in palio è valida solo per un po’ di prestigio in più, visto che oltre il sesto posto, attualmente occupato dall’Acireale con 34 punti, non si può andare. Il Catania, quindi, ad una sola lunghezza dai conterranei, è alla ricerca di quello che potrebbe salvare in parte una stagione più negativa che positiva.

La gara si apre con i granata più in palla, che tengono il possesso della sfera e passano in vantaggio al minuto 3’17’ con Castrogiovanni. Il match si mantiene in equilibrio ed entrambi i portieri si esibiscono in numerose parate, fino a quando Corvatta capitola di fronte al destro di Musumeci, il quale, all’11’32’’, raddoppia lo scarto casalingo. Nei successivi otto minuti e mezzo non succede molto e le squadre vanno al riposo sul punteggio di 2-0. Nella ripresa, i rossazzurri fanno suonare l’allarme del “Polivalente” con Silveira (0’30’’), che ribadisce in rete un’azione insistita e accorcia le distanze. I granata non ci stanno, vogliono coronare una stagione positiva con la vittoria nel derby e spingono sull’acceleratore: Trovato e Castrogiovanni, infatti, siglano due splendide reti che aumentano lo score e modificano ulteriormente il punteggio. Sul 4-1, il Catania si demoralizza un po’, lascia ulteriore spazio agli avversari che bucano altre due volte la porta di Corvatta, con Musumeci (doppietta anche per lui) e Pizetta. La rete, nel finale, di Fantecele è utile solo alle statistiche e fissa il risultato sul definitivo 6-2.

Sesto posto per i granata, autori di un’ennesima stagione da incorniciare, frutto di un progetto a dir poco lungimirante, che potrebbe portare in poco tempo a livelli ancora più alti. Non si può dir lo stesso, invece, per il Catania, per il quale termina un’agonia sportiva disarmante. Il futuro è, di certo, lontano da Librino e, si spera, ancora in A2.

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