Catania, stavolta è peggio di Agrigento: ci si può rialzare dopo una sconfitta come questa?

Catania, stavolta è peggio di Agrigento: ci si può rialzare dopo una sconfitta come questa?

CATANIA – La marcia degli sconfitti.

Potrebbe essere il titolo da attribuire ad un libro che parli di questa stagione calcistica rossazzurra, che viaggia a ritmi troppo blandi per le ambizioni iniziali. Sconfitti perché c’è quasi paura di vincere, paura di trovare quella continuità. Ed invece, ieri contro il Melfi, l’ennesimo esame di maturità è stato fallito ed il Catania nuovamente bocciato, stavolta amaramente.

I rossazzurri giungevano, o meglio, sarebbero dovuti giungere, al “Massimino” con la voglia di confermare quanto di buono fatto vedere nel derby di Messina e le carte in regola per battere il Melfi c’erano tutte, anzi: sembrava quasi che tutto fosse girato in favore del Catania. I lucani infatti erano fino a ieri ultimi in classifica, avendo conquistato appena 3 punti in tredici trasferte senza mai vincerne una, segnando solo otto reti e subendone il quadruplo. Ma soprattutto, il Melfi aveva cambiato allenatore, sostituendo Bitetto con Diana, e perdeva da undici partite consecutive. C’è chi ne vince undici, c’è chi invece le perde.

Era un Davide piccolissimo contro un Golia immenso, ma come volevasi dimostrare il troppo entusiasmo è stato subito smorzato, come se il Catania non volesse fare felice la propria piazza, come se il Catania volesse rimanere lì, nella mediocrità, senza fare il salto di qualità che tutti agognavano ma che, probabilmente, non arriverà mai. Almeno per questa stagione, nonostante gli etnei possano giungere ai playoff.

A dirlo lo stesso capitano rossazzurro, Marco Biagianti, che si è voluto soffermwre proprio sul post season: “con questa testa, meglio non andarci ai playoff. Dobbiamo vergognarci“. Una prestazione che abbiamo soprannominato “vergogna rossazzurra“, quindi il ragionamento non fa una piega, ma sicuramente il match di ieri è il peggiore della stagione, forse anche peggio di quello di Agrigento.

I motivi possono essere molteplici: nel derby il Catania aveva segnato, sbagliato un rigore, “resuscitando” un Akragas che non vinceva in casa da settembre. Sul piano tattico parliamo di una partita praticamente uguale, ma questa sconfitta fa più male perché il Melfi non aveva mai vinto in trasferta e cosa più importante, ne aveva perse undici di fila. Ieri ha vinto in casa del Catania, dove proprio l’Akragas era stata fino a quel momento l’unica squadra a portare fuori dal “Massimino” i tre punti.

I rossazzurri erano obbligati a vincere e l’atteggiamento in campo è apparso totalmente anomalo per mancanza di schemi e idee tattiche che Petrone dichiara di aver provato in settimana, di un equilibrio tra reparti che ad un certo punto della gara ha visto cinque attaccanti ma nessuno in grado di servirli: negli ultimi venti minuti in campo vi erano Mazzarani, Pozzebon, Di Grazia, Tavares e Barisic. Ad essere sostituiti Russotto, Djordjevic e Bucolo. La reazione al goal iniziale del Melfi non c’è stata nelle menti dei calciatori etnei, che non sono riusciti a creare una chiara occasione da goal se non con Di Grazia nella ripresa. Con tutto il rispetto per l’avversario, però, è impensabile che si crei soltanto una palla goal. Merito comunque di un Melfi ben organizzato e che ha certamente sorpreso i rossazzurri all’inizio della gara, schierandosi con un 4-3-3 al posto del 3-5-2.

La cosa curiosa risaltata dopo questa sconfitta è che le batoste più dolorose, il Catania le prende subito dopo una grandissima prestazione. Degli esempi? 9 ottobre, il Catania si impone in casa 3-1 nel derby contro il Messina. Ci vuole la svolta, ma a Melfi è soltanto 1-1, con il rischio di perdere anche quella partita. Poi, successivamente a quella sfida, arrivano 10 punti in quattro partite, di cui 9 in casa, e il Francavilla è l’ennesimo ostacolo da superare in trasferta: partita persa 1-0 al 93′, meritatamente.

Ma andiamo avanti: il Catania ne vince poi tre di fila, contro Vibonese, Cosenza e Monopoli. Proprio contro i pugliesi in casa è stata giocata una delle migliori partite e a Siracusa, nel derby, ci si aspetta un cambio di passo netto. Risultato? 1-0, anche questo meritato, per gli aretusei. Parliamo di tempi recentissimi: doppia vittoria interna contro Reggina e soprattutto Matera. Ad Agrigento si parte convinti di poter ottenere una vittoria, forse troppo convinti: infatti, il Catania perde 2-1.

Al match contro l’Akragas subentra il deludente pareggio contro il Taranto ma arriva poi la “gloriosa” vittoria di Messina (1-2, ndr). Contro il Melfi si era già partiti vittoriosi: il risultato di ieri lo conoscono tutti.

Dove vuole arrivare, quindi, questa squadra se continua a sbagliare partite semplici sulla carta che sul campo si rendono impossibili? Qual è la vera mentalità del Catania di quest’anno? In molti se lo chiedono, nessuno probabilmente ha una risposta certa.

Quello che si sa, però, è che i rossazzurri hanno fatto una vera e propria figuraccia è rialzarsi alla luce della doppia trasferta a Lecce e Pagani, oggi, sembra quasi impossibile.

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