Taormina, la lirica incanta il Teatro Antico

TAORMINA – “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci”, due capolavori tra i più conosciuti e amati dal grande pubblico, hanno inaugurato la stagione lirica al Teatro Antico di Taormina. Uno scenario unico per due opere che hanno attirato appassionati da tutto il mondo.

Da sette anni Enrico Castiglione, direttore artistico, realizza al Teatro Antico allestimenti operistici che hanno assicurato alla perla dello Jonio una straordinaria promozione internazionale, grazie alla trasmissione in mondovisione delle sue messinscene. Le due produzioni, realizzate dalla Fondazione Festival Euro Mediterraneo, hanno arricchito il cartellone di Taormina Arte, inaugurando la sezione “Musica & Danza”.

Promuovendo un significativo gemellaggio con la Cina, Castiglione ha invitato a Taormina la Hangzhou Philarmonic Orchestra e il suo direttore stabile Yang Yang a fare rivivere le celeberrime partiture di Pietro Mascagni e Ruggero Leoncavallo. Questa è la prima orchestra cinese giunta nel nostro Paese per eseguire l’opera italiana.

Un successo condiviso con i cantanti, l’orchestra, il coro e la costumista Sonia Cammarata. Il cast vocale era composto dal tenore Piero Giuliacci, uno dei pochi tenori in grado di affrontare nella stessa recita i ruoli di Turiddu in “Cavalleria” e Canio in “Pagliacci”, dal soprano Valeria Sepe (Nedda/Colombina), dal tenore Giuseppe Distefano (Pepe/Arlecchino), dai baritoni Giovanni Di Mare (Tonio/Taddeo) e Valdis Jansons (Silvio). Altrettanto acclamati in “Cavalleria” il soprano Silvana Froli (Santuzza), il soprano Tian Hui (Lola), il mezzosoprano Sofio Janelidze (Mamma Lucia), il baritono Marcello Lippi (Alfio).

Piero Giuliacci e Tian Hui

Impegnativa e articolata la scenografia, come l’imponente croce sul palcoscenico in “Cavalleria rusticana”, simbolo della via Crucis e della Passione di Cristo, ma anche simbolo del fardello che opprime ogni essere umano.

Un circo immaginario ha sostenuto invece la drammatica impalcatura di “Pagliacci“. All’uso circense si sono rifatti gli abiti di scena della Cammarata, che invece, per “Cavalleria”, si è ispirata alle antiche ceramiche di Caltagirone.

Tutto Made in Sicily il Coro Lirico Siciliano istruito da Francesco Costa, mentre il maestro Yang Yang ha guidato l’orchestra composta da novanta elementi, in un itinerario mediterraneo e suggestivo, sottolineato dai profondi boati dell’Etna, il cui profilo fiammeggiante di lava si stagliava, al chiarore della luna, sull’inimitabile sfondo del Teatro Antico .

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