Al Piscator di Catania “Il vizietto” dei Saitta…

Al Piscator di Catania “Il vizietto” dei Saitta…

CATANIA – È andata in scena ieri al Piscator di Catania la prima de “Il vizietto“, spettacolo teatrale tratto dall’omonimo film di Edouard Molinaro; a calcare le tavole del palcoscenico la compagnia dei Saitta.

Riccardo (Massimo Procopio) e Lulù (Eduardo Saitta), variante italianizzata degli originari Renato e Albin, sono una coppia ormai ben consolidata di omosessuali; dopo vent’anni trascorsi a dirigere il night nel quale si sono conosciuti e innamorati, la vita mette alla prova il loro amore. Riccardo, diventato padre per “un errore di gioventù”, ospita il figlio Alfredo (Laurent nel film di Molinaro) il quale approfitta dell’occasione per comunicare a lui e a Lulù le sue intenzioni di sposarsi; peccato però che la prescelta risponda al nome di Eleonora Candido, figlia del segretario del “Partito per un ordine morale“. Bisogna correre quindi ai ripari e, almeno in occasione della visita dei signori Candido (Aldo Mangiù e Katy Saitta) fingere di essere una castigatissima e morigerata famiglia medio borghese.

Il cambiamento di abitudini viene in qualche modo sottolineato dalla scenografia, ironica e geniale, di Salvo Saitta: se prima dell’arrivo dei signori Candido la casa pullulava di ritratti di nudi maschili, vasi dalle forme allusive, piume, boa e luci soffuse, in occasione della visita dei consuoceri l’appartamento si trasforma quasi in un tempio in cui soggetti sacri ed inginocchiatoi sono presenze preponderanti. Lazzi e gags esilaranti, le stesse che hanno accompagnato i personaggi dalla loro prima apparizione sul palco, si moltiplicano in maniera esponenziale portando sulla scena comicità e, perché no, un velato input di riflessione.

Il signor Candido, lo stesso che tanto ha ostentato la sua disapprovazione morale nei riguardi delle coppie omosessuali, viene pedinato dai giornalisti che lo scorgono entrare in un night notoriamente gestito da due uomini effeminati: per salvarsi dovrà scappare dallo stabile travestito da donna, soluzione che alla fin fine non sembra poi dispiacergli tanto.

L’idea di portare in scena un classico del cinema risponde ad alcune precise esigenze che accompagnano il Teatro dei Saitta: svecchiare il repertorio e fare del palcoscenico un mezzo di denuncia. Lo spettacolo di ieri, più che apprezzato dal pubblico presente in sala che non ha mai smesso di ridere per le gags proposte dalla compagnia, si è mantenuto fedele ad entrambi i propositi.

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