Un vulcano in movimento. Come e perché si deforma l’Etna

Un vulcano in movimento. Come e perché si deforma l’Etna

CATANIA – Martedì scorso nella sala conferenze dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia- sezione di Catania- osservatorio Etneo Alessandro Bonforte, coordinatore dell’Area operativa “Analisi della deformazione del suolo” e Responsabile scientifico della rete GPS mobile dell’INGV, ha tenuto una conferenza dal titolo “Un vulcano in movimento. Come e perché si deforma l’Etna”.

L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’ANISN (Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali) sezione Sicilia “Marcello La Greca” ed è stato rivolto ai docenti soci della sezione locale.

Dopo un breve saluto del Direttore dell’INGV dott. Eugenio Privitera e della presidente della sezione locale dell’ANISN, prof.ssa Angela Tosto che ha sollecitato la stipula di un protocollo d’intesa con l’ente ospitante per promuovere una sempre più approfondita e aggiornata formazione dei docenti di scienze del territorio affinché questi ultimi possano svolgere un ruolo fondamentale di unione tra dati scientifici più recenti ottenuti dai ricercatori dell’INGV e la informazione/formazione degli studenti delle scuole del territorio e indirettamente per loro tramite, le famiglie di appartenenza, di una parte della popolazione catanese.

Bonforte inizialmente ha dato le essenziali informazioni tecniche relative ai diversi metodi di misura delle deformazioni del suolo per poi condurre i docenti in un affascinante viaggio spiegando il contesto geo-tettonico in cui s’inserisce il nostro vulcano Etna , la sua formazione, per poi proporre un exursus cronologico, mostrando i dati scientifici raccolti dal 1994 ad oggi.

Incontro Bonforte 1

Dalle misurazioni effettuate risulta palese che nella storia del vulcano si sono succedute fasi in cui “si sgonfia” e fasi in cui “si rilassa”, ma soprattutto è emerso che la deformazione non è uguale su tutti i versanti con una evidente correlazione, quasi sempre presente, tra deformazione, attività vulcanica e terremoti.

Le evidenze scientifiche sono state mostrate anche con foto delle diverse faglie e strutture tettoniche presenti sull’Etna, alcune delle quali attraversano strade, case, paesi e arrivano fino al mare. E’ stato interessante sapere che il database che raccoglie tutte le misurazioni delle faglie del lato orientale è a disposizione della Protezione Civile, con cui l’INGV collabora, e dei comuni interessati perché è proprio quello che gli scienziati devono fare per la società civile affinché si possano prendere decisioni politiche sul territorio nel modo più consapevole e responsabile possibile.

Commenti