Tiriamo le somme sulle infezioni trasmesse sessualmente

Tiriamo le somme sulle infezioni trasmesse sessualmente

Giuseppe_Ettore

Le infezioni sessualmente trasmesse, rappresentano un grande problema per la riproduzione umana e sicuramente i primi sforzi per contrastarle devono essere mirati a potenziare la prevenzione. Un primo passo potrebbe essere quello di aumentare l’informazione, soprattutto a partire dai giovani.

La prevenzione di queste patologie deve riguardare particolarmente i gruppi più vulnerabili quali i giovani, gli omosessuali, le lavoratrici del sesso, con un approccio globale tramite la prevenzione primaria, sotto forma di informazione, educazione e interventi comportamentali; la prevenzione secondaria con programmi di screening; la prevenzione terziaria per il trattamento e la cura dei casi già diagnosticati.

I servizi devono essere accessibili e accettabili, forniti in modo non stigmatizzante e non discriminatorio.

CONSIGLI PRATICI

1. Una donna con storia passata di infezione pelvica che cerca una gravidanza dovrebbe valutare, insieme al suo ginecologo, la pervietà delle tube qualora il concepimento non sopraggiunge in un tempo ragionevole;

2. Un uomo con storia di prostatiti ripetute o con disturbi urinari trascurati, dovrebbe rivolgersi ad uno specialista per valutare la propria fertilità;

3. Tutte le coppie che cercano un figlio devono eseguire, tra gli accertamenti preconcezionali, gli esami volti alla ricerca delle infezioni trasmissibili sessualmente: test per epatite B (HbsAg), test per epatite C (HCV Ab), test per HIV (HIV Ab) e test per la sifilide (VDRL- TPHA): esiste un decreto ministeriale che prevede l’esecuzione gratuita dei test per l’HIV e la sifilide. La legge 40, che regolamenta attualmente la Procreazione Medicalmente Assistita, prevede infine che tutte le coppie da sottoporre a quest’ultima eseguano con cadenza semestrale i suddetti accertamenti.

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