Risparmi e qualità in sanità

Risparmi e qualità in sanità

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Il 20 gennaio le principali agenzie giornalistiche annunciavano la centralizzazione degli acquisti dei materiali sanitari affidati alla CONSIP. L’amministratore delegato della suddetta agenzia, Luigi Marroni, trionfalmente dichiarava che con la suddetta operazione, precisata nella legge di stabilità, si sarebbe ottenuto un risparmio del 50% sulle spese sanitarie. A seguire nei giorni successivi, sia il ministro della salute che tanti altri attori del mondo sanitario, compreso il sottoscritto, plaudevano a questa decisione, in quanto si poteva mettere fine a quel variopinto quadro nazionale che vedeva ad esempio il costo di una siringa, prodotta dalla stessa casa, variare da regione a regione e da ospedale a ospedale, anche nella stessa regione. Il perché di questa arlecchinesca situazione veniva spiegata dalle aziende produttrici con il ritardo con cui venivano pagate le fatture, talvolta dopo anni, e dalle spese dei contenziosi che erano avviati per essere pagati.

Ed allora ben venuta una disposizione legislativa che centralizza le gare di approvvigionamento dei materiali sanitari!!

Potrei concludere a questo punto la mia riflessione, ma allora tutto bene? Niente affatto se ci si ferma a questo, perché se si guarda solo il risparmio, e di questi tempi il risparmio viene tradotto in taglio della spesa, non si è affrontato il tema della qualità.

Tutti sanno che non sempre spendere poco equivale a risparmio; infatti se la qualità del materiale è scadente, bisogna comprare più materiale perché lo sciupio è maggiore e il risultato degli interventi è scadente. Ricordo infatti a me stesso un fatto occorsomi durante la mia attività ospedaliera riguardo all’uso di “curette”, utilizzate per l’asportazione dei molluschi contagiosi a bambini. Infatti l’azienda ospedaliera aveva acquistato uno stock di “curette” a basso prezzo ma di pessima qualità, diversamente da quanto indicato dal sottoscritto. Ebbene accadeva che per ogni intervento ero costretto ad utilizzare più pezzi, in quanto la lama risultava inservibile dopo il primo taglio e la stessa lama aveva una pessima affilatura, per cui non solo non si riusciva ad avere l’effetto desiderato ma in più si creava dolore ai bambini sottoposti all’intervento. Dinanzi alla mia contestazione, l’azienda produttrice rispondeva che nel capitolato d’acquisto non erano specificate le qualità.

Con questo esempio intendo sottolineare che la CONSIP fa bene a centralizzare le gare, ma i requisiti devono essere stabiliti da chi dovrà adoperare gli strumenti e non dai ragionieri, i quali esperti di cifre, guarderanno solo i costi. Pertanto l’operazione della centralizzazione degli acquisti partita con un decreto del 2014 e precisata nel patto di stabilità potrà essere efficace se i responsabili contabili lavoreranno insieme agli esperti sanitari.

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