Ospedale “Santa Marta e Santa Venera” di Acireale: arriva la “stanza rosa” per le donne vittime di violenza

Ospedale “Santa Marta e Santa Venera” di Acireale: arriva la “stanza rosa” per le donne vittime di violenza

ACIREALE – Domani 9 giugno, alle ore 10, all’Ospedale “Santa Marta e Santa Venera” sarà inaugurata la “stanza rosa”.

Taglierà il nastro inaugurale l’assessore regionale alla Salute, on. Baldassarre Gucciardi; benedirà i locali, il vescovo di Acireale, S.E. mons. Antonino Raspanti. L’inaugurazione sarà preceduta da un breve briefing, nel corso del quale sarà presentato il progetto.

La “stanza rosa” è uno spazio protetto dedicato all’accoglienza delle donne e dei soggetti vittime di violenza.

I lavori saranno introdotti dal direttore generale dell’Asp di Catania, dr. Giuseppe Giammanco. Interverranno le referenti progettuali: dr.ssa Maria Concetta Cannella, direttore UOC Psicologia e dr.ssa Maria Grazia Lauria, dirigente medico di PS; e i professionisti che hanno sperimentato il percorso: la dott.ssa Rosanna Magro, assistente sociale e i dr. Pasquale Caponnetto e Sonia Mazzeppi, psicologi.

Saranno presenti i vertici aziendali, le autorità politiche, istituzionali, giudiziarie e i rappresentanti delle forze dell’ordine del territorio.

“La stanza rosa rappresenta un importante e concreto risultato raggiunto dall’Azienda che, insieme alle altre azioni realizzate, conferma l’attenzione che stiamo ponendo al complesso fenomeno della violenza – afferma il dr. Giammanco -. La mia speranza è che, grazie a questo percorso e alle sinergie istituzionali che si sono costruite, si possano far emergere quei casi di violenza che altrimenti rimarrebbero sommersi”.

All’accesso al Pronto soccorso, alla persona vittima di violenza viene assegnato, al triage, un codice rosa, che si affianca a quelli tradizionali (rosso, giallo, verde e bianco). Da quel momento si avvia la procedura prevista per l’ascolto, la presa in carico e l’assistenza integrata.

“La stanza rosa è uno spazio protetto collocato all’interno del Pronto soccorso e allestito con particolari modalità tali da non sembrare solo un ambulatorio medico – spiega la dr.ssa Cannella -. Grazie ai colori, al tipo di arredamento ed al personale altamente qualificato, è un luogo creato per accogliere e rassicurare la persona che riceverà adeguata assistenza medica, psicologica e sociale”.

La nuova procedura si inserisce, inoltre, nell’ambito di una particolare sperimentazione, avviata nel mese di luglio del 2016, rivolta alle problematiche più complessive del Pronto soccorso, luogo ad alto impatto psicoemotivo per i professionisti che in esso vi operano e per l’utenza che vi accede.

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