Organizzazione sanitaria: qualità delle cure e sistema a rete

Organizzazione sanitaria: qualità delle cure e sistema a rete

Per realizzare condizioni di qualità e sicurezza nelle cure, con buon uso delle risorse, la scelta strategica della Regione Siciliana è il sistema di organizzazione a rete, valido sia per la diagnostica e terapia delle patologie complesse che per le malattie definite tempo dipendenti.

Si dovranno ovviamente creare le migliori condizioni sia organizzative che culturali per mettere in rete il sistema urgenza emergenza 118 con gli ospedali ed il territorio nella Regione Sicilia. La rete territoriale deve essere in grado di garantire la presa in carico delle persone malate attraverso le aggregazioni funzionali territoriali, i distretti sanitari e le U.c.c.p. (unità complesse di cure primarie), mentre le reti tempo dipendenti dovranno sul piano organizzativo essere in grado di ottimizzare i tempi di intervento, allo scopo di migliorare la qualità dei risultati.

L’intervento del sistema 118 costituisce in tal senso l’architrave del percorso sanitario in urgenza, in particolare nel caso di malati in cui il tempo di intervento e di adeguato trattamento costituisce un elemento imprescindibile. Le patologie che più comunemente necessitano di organizzazione in rete tempo dipendente sono infarto, ictus, rete del Politrauma, rete neonatologica, trasporto materno protetto (Stam), rete pediatrica.

La rete ospedaliera, attualmente in fase di riordino in ossequio alla legge Balduzzi, deve creare le condizioni migliori per soddisfare le esigenze sanitarie dei cittadini, a partire dai P.S. Generali, alla organizzazione territoriale, con attività sia nei distretti che al di fuori con i punti di primo intervento ed i presidi territoriali di emergenza, idonei a raccogliere i codici bianchi e verdi, organizzati a rete con gli ospedali territoriali, ma anche con le aziende a più alta specializzazione attraverso l’uso del sistema urgenza emergenza nei casi in cui necessita alta specializzazione.

Tutto deve essere organizzato in un unico sistema a rete, con i centri Hub ed i centri spoke. La principale criticità in atto è rappresentata dal fatto che le varie strutture esistenti necessitano di un coordinamento funzionale per dare le giuste risposte efficaci ai bisogni sanitari dei cittadini. Nella nostra realtà metropolitana in verità occorrerebbe procedere ad un riconversione delle attuali organizzazioni in atto, non coordinate,con riutilizzo del personale ai fini di produrre sia sicurezza che, di conseguenza, qualità delle cure.

La rete delle malattie tempo dipendenti risulta essere fondamentale per ridurre non solo la mortalità, ma anche i frequenti esiti invalidanti, dovuti a queste condizioni morbose molto frequenti. Si tratta quindi di un sistema organizzato per agire in urgenza ed emergenza, con percorsi assistenziali che devono superare le logiche aziendali, integrando tutti i servizi del territorio ed ospedalieri, in una rete che aggreghi tutte le risorse disponibili, facendole divenire patrimonio comune.

In altre parole occorre fare dialogare i nodi assistenziali di questa rete per garantire il miglior trattamento, organizzato attraverso i centri Hub e spoke,  a secondo della intensità di cure. Con questa organizzazione si risponde con cure tempestive a vari livelli di intensità, in rapporto alla capacità del territorio di dare risposte sanitarie organizzate. Dal p.s. di base al p.s. con Dea di primo o di secondo livello, in base alle specialità presenti ed alla capacità di risposta sanitaria organizzata, si perviene al risultato voluto e dovuto.

La ridefinizione della rete ospedaliera, con la indifferibile riorganizzazione, sarà naturalmente la strada per superare la frammentazione ad oggi di ostacolo alla creazione delle reti, comprese le tempo dipendenti.

Nella rete per l’infarto, necessita la disponibilità di emodinamica, con Unità di terapia intensiva coronarica, a diffusione capillare nel territorio. Il malato va’ trattato in 120 minuti, dal primo contatto medico, fondamentale oltre ai tempi di intervento anche che i volumi di intervento siano adeguati per avere la giusta expertise.

Nella rete per l’ictus o stroke occorre agire entro sei ore dalla insorgenza dei sintomi,devono comunque essere trasportati nel centro Hub di riferimento entro le sei ore, dove dopo la diagnostica, devono essere sottoposti al dovuto trattamento per essere poi trasferiti al centro spoke. Se le sei ore dall’inizio dei sintomi sono già superate, si dovrà agire il più presto possibile nei centri spoke presenti in maniera più diffusa nel territorio.

Nel caso di rete del politrauma, la organizzazione è più complicata. Occorre sempre ed in ogni caso garantire il trattamento in urgenza e trattandosi di svariate tipologie di trauma, più o meno complesso, si ha la necessità di avere a disposizione tutte le specialità in un unica sede di intervento, definita Hub. Il servizio 118 anche in questo caso fa’ da cerniera, direttamente connesso alla rete ospedaliera, stabilizzando il malato e procedendo ad un veloce trasferimento a garanzia del migliore intervento in urgenza.

Il servizio 118 si occuperà oltre che di interventi primari nel territorio di competenza anche di trasferimento secondario di malati già trattati o comunque in ambito sanitario da trasferire in relazione alle loro esigenze cliniche. Inderogabile ed imprescindibile è la necessità di medicalizzare le ambulanze, in quanto unica modalità per effettuare un intervento medico corretto nelle reti tempo dipendenti, al fine di garantire un trasporto protetto nei centri hub di riferimento, quindi nei posti dove si attua la migliore pratica professionale per quel tipo di malati.

Il trattamento di questi malati prescinde naturalmente dalla disponibilità del posto letto, nel centro Hub, perché il malato deve in ogni caso essere trattato dopo una rapida diagnosi, entro i tempi previsti, per poi essere trasferito ,se non c’è il posto letto, altrove nei centri spokes più diffusi nel territorio.

L’infarto in fase acuta va infatti portato direttamente in sala di emodinamica, per poi essere trasferito dove c’è il posto letto libero, così come avviene anche per lo stroke che va’ ad eseguire la angiografia per verificare la possibilità di trattamento. La rete di emergenza urgenza 118, la rete ospedaliera in fase di riordino, la rete territoriale da costruire,devono agire insieme in una logica di sistema adatta a gestire le attività per intensità di cure. Dobbiamo superare sul piano culturale il concetto di posto letto, in quanto la precedenza va data alla diagnosi ed alla terapia, solo dopo si potrà pensare al posto in cui trasferire il malato già trattato in caso di malattie tempo dipendente.

Concetto fondamentale è quello di diminuire il ritardo evitabile, saltando dove possibile come nell’infarto, il p. s. per non perdere tempo e recarsi direttamente in emodinamica per eseguire il trattamento dovuto. Anche l’ictus va’centralizzato,nella stroke unit dei centri Hub, dove viene trattato, dopo la giusta diagnosi, per poi essere trasferito altrove se non c’è il posto letto disponibile. Nel Politrauma il malato va trasportato naturalmente al centro Hub dal mezzo medicalizzato per essere trattato anche in questo caso trattato, con a disposizione tutte le specialità dovute.

Costruire una rete di emodinamiche nell’infarto, di stroke unit per l’ictus, di team di trauma center con organizzazione trasversale strutturata significa arruolare tutti gli attori del servizio sanitario in un unico sistema pubblico di intervento. Occorre continuità fra territorio ed ospedale, ma è fondamentale che il S.u.e.s. 118 con le sue C.C.O.O.sia dotato di adeguato numero di mezzi che siano con il medico a bordo altrimenti le reti tempo dipendenti non potranno essere realizzate ne’ si potranno assicurare ai malati le migliori pratiche cliniche dovute.

Il 118 garantisce ai cittadini la migliore risposta sanitaria, coordinando le attività di soccorso h24, assicurando con la presenza del medico a bordo, in ogni luogo, l’intervento più appropriato e nel minor tempo possibile. Stabilizzare il malato, se necessario, trasportarlo velocemente nell’ospedale più adeguato. Questo può essere fatto solo col medico a bordo, per cui la presenza dello stesso, rappresenta una priorità da realizzare per soddisfare i bisogni sanitari essenziali dei cittadini.

Al p.s.con dea di primo e secondo livello, si ha la risposta ospedaliera, con la diagnosi e la terapia adeguata, poi se necessario il malato sarà posto in osservazione e/o ricovero. Se non c’è il posto di ricovero nella sede hub si attua, dopo la giusta diagnosi e terapia, un trasferimento secondario protetto in altra sede.

Le reti sono di sicuro la risposta migliore nel nostro territorio, non dimenticando tuttavia che è necessario un buon sistema di comunicazione fra gli attori del servizio sanitario per migliorare qualità’ e sicurezza delle cure in una vera rete.

Domenico-Grimaldi

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