Medico palermitano nel board del Mitral Conclave di New York

Medico palermitano nel board del Mitral Conclave di New York

PALERMO – Il professor Khalil Fattouch, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Cardio-Toraco-Vascolare del Maria Eleonora Hospital (Palermo), ospedale di Alta Specialità GVM Care & Research, è l’unico componente italiano del board degli editor (7 membri) del prossimo Mitral Conclave, simposio internazionale dedicato alla chirurgia mitralica, in programma il 27 e 28 aprile all’Hilton Midtown Hotel di New York.

Il meeting, promosso ed organizzato dal professor David Adams, direttore del “Mitral Valve Repair Reference Center” al Mount Sinai Hospital e dall’AATS (American Association For Thoracic Surgery), rappresenta uno degli appuntamenti scientifici più importanti e prestigiosi per la comunità medica mondiale.

Al professor Fattouch, in qualità di editor nel board del Mitral Conclave, spetterà il compito di approntare le singole sezioni congressuali, valutare studi, ricerche, progressi tecnologici, utilizzo di nuovi dispositivi e applicazione delle nuove linee guida dedicati alla chirurgia della valvola mitrale. La partecipazione del prof. Fattouch muove dal riconoscimento per la sua affermata ed accreditata attività specialistica in cardiochirurgia con particolare attenzione alle molteplici competenze procedurali e metodologiche, tra cui la chirurgia mini e ultramininvasiva, acquisite nel campo della riparazione mitralica di cui Fattouch è, appunto, uno dei più noti fautori ed artefici in Italia e all’estero.

Sono onorato di questo riconoscimento – spiega Khalil Fattouch – giunto dopo anni d’impegno e dedizione profusi in tale contesto. Per due giorni il Mitral Conclave accoglierà in America centinaia fra i maggiori protagonisti clinici oggi attivi nella risoluzione delle valvulopatie mitraliche e il cui autorevole contributo conferirà all’assise il rilievo che merita”.

La trattazione degli argomenti – aggiunge – spazierà dunque dall’adozione delle metodiche tradizionali e dall’utilizzo delle tecniche a basso trauma chirurgico, fino all’introduzione di tecnologie emergenti e futuristiche, senza venir meno al dibattito sulla ricerca di base e sull’approfondimento dei problemi di carattere anatomico correlati alla mitrale”.

Il professor Fattouch

Il professor Fattouch

“Il riconoscimento del Mitral Conclave – chiarisce Fattouch – oltre ad essere inteso in chiave personale va proiettato in un’ottica di attestazione dell’attività di gruppo. Dati alla mano, gli ospedali GVM Care & Research completano ogni anno quasi 600 riparazioni mitraliche, 300 delle quali in approccio mininvasivo. Un traguardo notevole, tenuto conto di come l’insufficienza mitralica – causata dalla non perfetta chiusura delle cuspidi valvolari e dal susseguente rigurgito di sangue dal ventricolo all’atrio sinistro con una progressiva evoluzione della sintomatologia che può portare ad un grave scompenso cardiaco – si confermi la seconda valvulopatia più frequentemente diagnosticata in uomini e donne, dopo la stenosi della valvola aortica: complice l’aumentata aspettativa di vita e il graduale invecchiamento della popolazione generale. E in ragione di ciò nei prossimi anni ci aspettiamo assuma le caratteristiche di vera e propria malattia endemica”.

Parlando di numeri viene naturale il riferimento all’interventistica eseguita in Sicilia al Maria Eleonora Hospital: dal 2013 al settembre 2016 le ricostruzioni di mitrale isolata sono state 119, mentre le ricostruzioni di mitrale isolata con tricuspide 7. Sessantuno le sostituzioni di mitrale isolata e 7 le sostituzioni di mitrale isolata con tricuspide.

“Maria Eleonora Hospital – conclude il Professor Fattouch – ha attivato il programma di chirurgia mitralica mininvasiva nel 2013. Da allora sono esponenzialmente cresciuti, fino all’attuale eccellenza, sia il positivo riscontro clinico registrato nell’esito post-operatorio, sia la percentuale delle procedure riparative che ora sfiora il 98% dei casi presi in carico. Ricostruzioni, è bene ricordarlo, estese pure a situazioni complesse come le mitrali affette da malattia reumatica od infezione batterica (endocardite). Fermo restando l’approccio mininvasivo quale prima opzione terapeutica – specie in soggetti con valvulopatia mitralica isolata – il nostro Centro si contraddistingue inoltre per le riparazioni valvolari effettuate mediante tecnica microinvasiva ‘a cuore battente’: cioè senza mai fermare l’attività cardiaca e senza dover ricorrere al supporto della circolazione extracorporea (macchina cuore-polmone); tecnica tesa a ridurre in percentuale molto sensibile i rischi correlati all’intervento”.

Commenti