Iperstimolazione ovarica: silenziosamente pericolosa

Iperstimolazione ovarica: silenziosamente pericolosa

Giuseppe_Ettore

La sindrome da iperstimolazione ovarica (ovarian hyperstimulation syndrome – OHSS) è una patologia iatrogena, causata dalla terapia medica per l’induzione dell’ovulazione semplice o multipla come nelle tecniche di procreazione medica assistita. Nella forma grave la sindrome è piuttosto rara intorno allo 0,6-1%. Nella sua forma lieve è invece presente quasi nel 25% dei cicli di stimolazione. Circa il 90% delle iperstimolazioni si verificano nei cicli in cui è insorta una gravidanza.

La sindrome da iperstimolazione ovarica può essere definita come l’insieme di sintomi causati da un passaggio abnorme di liquidi dal circolo ematico a distretti che, normalmente, non contengono liquidi (ad es. addome, pleure ecc.). La sindrome è accompagnata da un aumento notevole del volume dell’ovaie. Le cause della sindrome non sono chiare ma è probabile che la crescita dei follicoli, indotta dalla terapia stimolante, produca, attraverso il rilascio nel circolo sanguigno di estrogeni, una alterazione della permeabilità dei vasi capillari ed un conseguente passaggio di liquido nelle cavità virtuali dell’organismo. Tale patologia si verifica quando si sviluppano all’interno delle ovaie un numero elevato di follicoli (15-20 o più). Tanti follicoli portano ad una produzione di estrogeno (l’ormone prodotto dai follicoli) molto elevata. Più elevati sono questi fattori più grave può essere la sindrome. È importante sottolineare che il meccanismo scatenante la sindrome è dovuto essenzialmente all’induzione dell’ovulazione con la somministrazione di hCG e con l’inizio di una eventuale gravidanza. Se l’hCG non viene somministrato, la sindrome non si manifesta ed i sintomi iniziali tendono a regredire in pochi giorni.

La sindrome da iperstimolazione ovarica si manifesta con: • abnorme sensazione di gonfiore addominale • aumento di peso (da ritenzione di liquidi) • senso di pesantezza al bacino • diminuzione della quantità di urina giornaliera (oliguria) • aumentata sensazione di sete.

La classificazione della sindrome si basa sugli aspetti clinici, di laboratorio ed ecografici, la gravità della sindrome è correlata alla quantità di liquido fuoriuscito dai vasi, dalle dimensioni raggiunte dalle ovaie dopo la terapia e all’ematocrito (la percentuale di globuli rossi rispetto alla componente liquida del sangue). Sulla base dell’andamento dei seguenti parametri l’OHSS si definisce lieve, media, severa.

La sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) lieve • Diametro Ovarico 5 – 10 Cm • Sintomi: Grado 1: Tensione addominale e lieve dolore Grado 2: I segni del grado 1 e in più nausea, vomito e diarrea.

La sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) media • Diametro Ovarico >10 cm • Sintomi: Grado 3: Segni del grado 2 più evidenza ecografica di ascite (liquido in addome).

La sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) severa • Diametro Ovarico > 12 cm • Sintomi: Grado 4: segni del grado 3 più evidenza clinica di ascite, versamento pleurico e/o dispnea. Grado 5: segni del grado 4 più emoconcentrazione ipovolemia (riduzione del volume del sangue nel circolo sanguigno), oliguria.

La sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) critica • Si evidenziano oltre a tutti i fenomeni della forma severa: • Ascite e idrotorace massivo • Ematocrito > 55% • Globuli bianchi (n°) > 35.000 • Creatinina > 1.6 (mg/dl) • Clearance creatinina < 50ml/min: • Insufficienza renale • Fenomeni tromboembolici.

Trattamento della paziente con OHSS OHSS lieve • Riposo a letto: fondamentale in queste pazienti è il riposo a letto. Questo permette di avere meno dolore e un più veloce riassorbimento dei liquidi. A questo possiamo associare una terapia che faccia diminuire i sintomi più fastidiosi come il vomito ed il dolore. È sempre consigliata una regolare assunzione di liquidi (bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno). Fondamentale è associare una dieta ricca di proteine, carne e pesce in particolare a cui si possono aggiungere prodotti nutrizionali quali integratori proteici. OHSS moderata e severa • In questi casi il ricovero in ospedale è sempre preferibile se non addirittura obbligatorio. Emoconcentrazione severa (hct > 45%) e ascite sono parametri che devono sempre indurre al ricovero.

Ricovero ospedaliero della paziente. La paziente ricoverata, in un centro idoneo, cioè che sappia riconoscere questo tipo, non comune, di patologia e sappia trattarlo adeguatamente. Qui sarà sottoposta ad un controllo clinico molto attento ed accurato con la valutazione di una serie di parametri fondamentali. Peso corporeo: deve essere controllato quotidianamente al fine di valutare la quantità di liquidi che vengono trattenuti. Circonferenza addominale: viene misurata quotidianamente con lo stesso scopo. Cioè valutare l’incremento ponderale.

Bilancio dei liquidi corporei: valutazione dei liquidi introdotti con la dieta e di quelli eliminati con la diuresi. Pressione arteriosa: controllo almeno due volte al giorno. Esami di laboratorio: 1 emocromo completo con attenta valutazione dell’ematocrito per capire il grado di emoconcentrazione e quindi il rischio “trombotico” (precedenza vedi sopra).

Rapporto proteine totali/albumina: un deficit di proteine provoca una perdita di liquido dal sistema vascolare e quindi, da una parte nel sangue si riduce la componente liquida provocando una maggiore concentrazione di globuli rossi e delle altre componenti corpuscolari (piastrine e globuli bianchi) che possono formare pericolosi coaguli (trombi/emboli), dall’altra il liquido sottratto al sangue trasuda nella cavità dell’addome che quindi si riempie di liquido dando questo aspetto di “pancia gonfia”, associato a dolore, nausea, tensione addominale. Quando tale versamento si forma nelle cavità compresa fra le pleure, membrane che avvalgono i polmoni, si parla di idrotorace. L’idrotorace, riducendo il volume di espansione dei polmoni, provoca dispnea, cioè difficoltà nel respiro, affanno.

Terapia della OHSS moderata e severa. Queste pazienti ospedalizzate e monitorizzate strettamente, a volte addirittura sono ricoverate nei reparti di rianimazione per poter essere gestite con maggiore attenzione e continuità, devono essere comunque sottoposte ad una terapia adeguata.

L’OHSS è una patologia indotta da una terapia medica indispensabile nelle tecniche di fecondazione in vitro. Bisogna però sottolineare che oggi, rispetto al passato i dosaggi dei farmaci sono diminuiti, il controllo ecografico ed ormonale è individualizzato per ogni paziente.

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