Diabete e gravidanza

Diabete e gravidanza

Massimo Buscema

La presenza di diabete durante la gravidanza può rappresentare un alto rischio per la madre e il bambino. Infatti nei confronti della popolazione generale, le donne affette da diabete hanno, in mancanza di misure preventive adeguate, un aumento della morbilità materna (ipertensione, polidramnios, parto pretermine, taglio cesareo) e della morbilità fetale (malformazioni, macrosomia, ipoglicemia e distress respiratorio alla nascita, morte intrauterina).

Il diabete può essere preesistente alla gravidanza (diabete pregravidico) o insorgere per la prima volta durante la gravidanza (diabete gestazionale). Nel diabete pregravidico confluiscono due condizioni patologiche molto diverse tra loro: il diabete di tipo1 che si sviluppa in giovane età ed è caratterizzato dall’impossibilità da parte del pancreas a produrre insulina, in questo caso l’unica terapia è rappresentata dall’insulina per via sottocutanea; e il diabete di tipo 2 condizione nella quale il pancreas produce insulina in quantità normale o addirittura aumentata, ma tale ormone non funziona adeguatamente. Tale patologia compare generalmente in età adulta e nelle persone in sovrappeso e come terapia si usano ipoglicemizzanti orali. Il diabete gestazionale è una patologia molto frequente, essendo presente nel 10-12% di tutte le gravidanze, può comparire in qualsiasi momento, ma la sua massima incidenza è nel terzo trimestre. La sua causa va ricondotta alla produzione da parte della placenta di sostanze che aumentano la glicemia, a ciò consegue un aumento della produzione di insulina da parte del pancreas della donna, quando tale meccanismo non funziona bene e la produzione di insulina è insufficiente a contrastare l’iperglicemia e compare il diabete gestazionale.

Le donne maggiormente a rischio sono quelle affette da obesità, con età avanzata (>35 anni), con familiarità diabetica o che abbiano presentato diabete gestazionale in una precedente gravidanza.

Cosa fare quindi quando è presente il diabete in gravidanza?

Se si tratta di diabete pregravidico, nel caso di diabete di tipo 1, in trattamento con insulina, bisogna ottimizzare il compenso glicemico già nei mesi precedenti il concepimento così da ridurre l’incidenza di malformazioni ed aborti. La gravidanza deve essere pianificata e la paziente deve avvalersi di una stretta collaborazione con il suo medico diabetologo che apporterà tutte le migliorie possibili al suo schema terapeutico insulinico o anche potrà ricorrere a sistemi più sofisticati per la somministrazione insulinica come il microinfusore (pompa che dispensa insulina nel sottocute). Nel caso di diabete di tipo 2, evenienza sempre più frequente visto che le gravidanze in età avanzata sono di comune riscontro, è necessario sospendere gli ipoglicemizzanti orali ed iniziare la terapia insulinica.

Le donne affette da diabete gestazionale diagnosticato con programmi di screening attuati nei centri di ginecologia, vengono inviate alla diabetologia di riferimento dove afferiscono ad ambulatori dedicati. In primo luogo il diabetologo cerca di agire modificando lo stile di vita della paziente (dieta corretta ed attività fisica adeguata) e nella maggioranza dei casi ciò è sufficiente ad ottenere un buon compenso glicemico, altrimenti è necessario instaurare terapia insulinica. Generalmente dopo il parto il diabete scompare, ma talvolta persiste ed in questo caso la donna rimane affetta da diabete di tipo 2. Negli anni successivi alla gravidanza il diabete può comunque ripresentarsi; infatti su 100 donne affette da diabete gestazionale 60 diventeranno diabetiche di tipo 2 nei dieci anni successivi al parto. Le donne quindi affette da diabete gestazionale, essendo una popolazione ad alto rischio, devono essere monitorate ed invitate a mantenere un adeguato stile di vita, essendo quest’ultimo l’unico strumento di prevenzione riconosciuto del diabete di tipo 2, patologia con una incidenza sempre più alta e con costi sociali elevatissimi.

Con la collaborazione della dott.ssa Rosa Maria Motta

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